Michal Viewegh, Il caso dell'infedele Klára, traduzione di Alessandro Catalano, Instar libri, Torino 2005, pagine 192 - Euro 14,50
In preda a un’incontrollabile gelosia, un quarantenne scrittore di successo incarica Denis Pravda, titolare di un’agenzia investigativa specializzata in infedeltà coniugali, di sorvegliare la sua fidanzata, Klára, una studentessa di cinese vent’anni più giovane di lui. Pravda, che il lavoro e la vita affettiva (accanto a una donna che non può avere figli ed è, come lui, alla costante ricerca di nuove avventure erotiche) hanno ormai reso cinico, trova lo scrittore simpatico e decide di nascondergli le prove dei tradimenti della ragazza per non ferirlo. Inizia così un raffinato gioco tra i due protagonisti nel cui corso la calma e il distacco di Pravda vengono a poco a poco meno, scomparendo definitivamente durante una trasferta in Cina, quando l’investigatore intreccia una relazione proprio con Klára. Ma il sempre più geloso scrittore, che sta facendo sorvegliare anche lui, scopre tutto e decide di ucciderlo.
Il romanzo si svolge su un doppio piano, in un continuo alternarsi di realtà e finzione degno del migliore Kundera, ed è caratterizzato da quella freschezza dei dialoghi e da quella capacità di cogliere con poche parole le situazioni "concrete" della vita quotidiana che hanno reso famoso Viewegh.

L’AUTORE
Michal Viewegh (1962) è il più famoso scrittore ceco della nuova generazione; la critica lo considera l’erede di Kundera e Hrabal. In patria i suoi libri sono costantemente in vetta alle classifiche. È tradotto in tutte le principali lingue del mondo. In Italia sono già stati pubblicati, entrambi da Mondadori, Quei favolosi anni da cane e L’educazione delle ragazze in Boemia, e prossimamente uscirà per Instar Libri anche Romanzo per donne.


DALLA RASSEGNA STAMPA:

Tiziana Lo Porto, I tradimenti di Klára, D - la Repubblica delle donne, 17 settembre 2005

Nella prima pagina del libro prende il via il finale. Poche righe appena che anticipano quello che sarà l’ultimo atto. Protagonisti due uomini che condividono la stessa donna e che delle dinamiche amorose rappresentano gli estremi: la gelosia da un lato e la licenziosità dall’altro. Entrambe assolute, a tratti smodate, eppure vissute come indiscutibili normalità dai due over-quaranta protagonisti di Il caso dell’infedele Klára, un romanzo d’altri tempi, per quanto costellato di una contemporaneità fatta di parole e immagini di una Praga d’oggi, dove imperversano gli sms come ovunque. Ed è a questo nuovo mondo che l’infedele Klára appartiene, sfrontata protagonista e musa a cui vent’anni tutto è concesso.

Il suo autore, Michal Viewegh, è il più popolare scrittore ceco della sua generazione (’62). Per la crtica è l’erede di Kundera e Bohumil Hrabal. Dopo Quei favolosi anni da cane e L’educazione delle ragazze in Boemia (pubblicati in italiano da Mondadori), torna con un romanzo pieno di gente che si ama e si tradisce, mente, è gelosa, confessa i tradimenti, perdona…

Cosa di tutto questo è “normale” per lei?

Tradire è, o almeno credo sia, un evento abbastanza frequente. Mi è capitato di leggere un sondaggio fatto in Boemia sull’argomento: un terzo di quelli che hanno risposto ammette di essere stato infedele. E dubito che il numero sia molto diverso in Italia. Meno frequente, se non del tutto eccezionale, è invece la capacità di perdonare, se non addirittura di tollerare il tradimento. Cosa che presuppone una dose eccezionale di amore e generosità.

Pensa che comunque sia possibile essere fedeli?
Naturalmente sì, anzi sono certo che non sono poche le persone che hanno la monogamia fortemente codificata nel proprio carattere, se non addirittura nei geni. Ma ogni volta che qualcuno manifesta ostenatamente la propria fedeltà, mi domando: “Va bene, ma ha mai dovuto combattere dentro di sé quella tremenda battaglia interiore? È mai stato sottoposto a una tentazione di questo tipo?”

Per la sua Klára ha scelto la Cina come luogo dove amare e tradire…
La Cina è entrata in questa storia più o meno per caso. Ci sono stato due volte e ciò che ho visto e sentito mi ha offerto una splendida opportunità di ambientare la fine del libro in uno scenario esotico. Mi affascinava il fatto che si trattasse di un luogo misterioso. Misterioso come Klára.







 
© eSamizdat 2003-2016, Alessandro Catalano e Simone Guagnelli