Jurij Tynjanov, Kjuchlja, traduzione di Agnese Accattoli, Metauro Edizioni, Pesaro 2004
Scritto nel 1925 per un pubblico di ragazzi, Kjuchlja fu l’esordio narrativo di Tynjanov.

Nel tempo il romanzo ha ottenuto un successo eccezionale anche tra un pubblico di lettori “esigenti” ed è stato tradotto nelle principali lingue europee, restando tuttavia sconosciuto in Italia.

Al centro la curiosa figura di Vil’gel’m Kjuchel’beker (detto Kjuchlja), poeta decabrista annoverato tra i “minori dell’epoca di Puškin”, la cui vicenda biografica rappresenta l’affascinante punto d’incontro tra mille personaggi e suggestioni della storia russa del primo Ottocento.

Definito romanzo storico-letterario Kjuchlja si impone, però, come unicum all’interno della tradizione letteraria russa, un tentativo di trasporre in forma narrativa un’indagine sulla storia della letteratura, persino un’occasione per alludere alle avanguardie artistiche del primo Novecento.
















 
© eSamizdat 2003-2016, Alessandro Catalano e Simone Guagnelli