Vladislav Otrošenko, Didascalie a foto d'epoca, traduzione di Mario Caramitti e Bianca Sulpasso, Voland, Roma 2004
Una misteriosa stirpe di nati con le basette, un’avida tribù di nuore, cognati, generi e cugini, un circo, un bizzarro genitore dal passato eroico, finito, pelle e ossa e in virtù di chissа quale oscura forza, in un maleodorante bugigattolo perso negli inesplorati meandri di una casa grande come il mondo, con sale che ospitano laghi e infilate di stanze disseminate di massi e crepacci. Questi strampalati e teneri personaggi cominciano a muoversi, a beccarsi, a trastullarsi l’un l’altro come fossero pupazzi di papier mâché, impegnati in fantasmagoriche avventure, incantate ed esilaranti. È l’intera storia dell’uomo e della Russia a rivivere in cerchi concentrici fuori del tempo e dello spazio. Una saga familiare popolata di sfavillanti dagherrotipi e di personaggi surreali, raccontata con una lingua speziata e clownesca.
Nato a Novocerkassk (Russia meridionale) nel 1959, Vladislav Otrošenko и uno dei narratori più apprezzati nel suo paese, con opere tradotte in molte delle principali lingue europee. In Russia gli sono stati assegnati, tra gli altri, il Premio della rivista “Oktjabr’” per il miglior romanzo dell’anno (Didascalie a foto d’epoca, 1999) e nel 2003 il Premio nazionale Lev Tolstoj-Jasnaja Poljana. Il 13 luglio 2004 ha ricevuto a Mosca il premio Grinzane Cavour-Mosca, sezione russa del premio Grinzane Cavour. In italiano sono giа stati pubblicati: Testimonianze inattendibili (Voland, 1997) e un brano di Didascalie a foto d’epoca contenuto nell’antologia Schegge di Russia (Fanucci, 2002).
















 
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