Georgij Ivanov
La disintegrazione dell'atomo
Titolo originale: Raspad atoma, 1938
Traduzione dal russo e introduzione di Simone Guagnelli
eSamizdat 2004 (II) 2, pp. 205-223
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[Dall'incipit dell'introduzione]
"Il cattivo maestro e la congiura del silenzio: appunti e testimonianze su Raspad atoma di Georgij Ivanov", eSamizdat 2004 (II) 2, pp. 205-210
GEORGIJ IVANOV PROSATORE E PRIME REAZIONI ALL’ATOMO

Georgij Ivanov (1894-1958), poeta tra i più noti dell’emigrazione russa, durante tutto il corso della sua vita non trascurò mai la prosa. Di lui come prosatore ci restano infatti: diversi racconti (più volte rielaborati); un romanzo (Tretij Rim [La terza Roma]) volutamente incompiuto (e tradotto n italiano ); una serie di “memorie romanzate” sulla bohème pietroburghese prima e durante la rivoluzione (Peterburgskie zimy [Gli inverni pietroburghesi] e Kitajskie teni [Le ombre cinesi]), che, vivo ancora l’autore, suscitarono grande scandalo per la quantità di imprecisioni, invenzioni e menzogne; vari saggi critici; un libro di carattere storico (Kniga o poslednem Carstvovanii [Libro dell’ultimo Regno]); e naturalmente Raspad atoma [La disintegrazione dell’atomo]. Ivanov stesso manifestò più volte di tenere in altissima considerazione la propria prosa e di avere particolarmente a cuore proprio l’Atomo. In una lettera a Vladimir Markov dell’11 giugno 1957 ad esempio scrive: “l’Atomo mi è davvero molto caro [...] Lo considero un poema e ritengo che il suo contenuto sia religioso”.
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