Alexandăr Stambolijski
Potere, Rifiuto del potere, Potere del popolo
Titolo originale: Vlast, Bezvlast, Narodovlastie, 1919
Traduzione dal bulgaro e introduzione di Giacomo Brucciani
eSamizdat 2003 (I), pp. 137-150
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[Dall'incipit dell'introduzione]
"Alexandăr Stambolijski e il mito del governo del popolo", eSamizdat 2003 (I), pp. 137-139
Alexandăr Stambolijski, figura di primo piano nella storia della Bulgaria dei primi decenni del Novecento, nasce a Slavovica, una cittadina nella campagna bulgara centrale a circa trenta chilometri da Pazaržik, il primo marzo del 1879. Figlio di un maestro di villaggio, compì i primi studi nel ginnasio di Ihtiman e successivamente nella scuola agraria di Sadovo. Suo padre, deciso a voler offrire al giovane Alexandăr una buona istruzione, lo mandò a studiare, qualche anno dopo, all'Istituto Vinicolo di Pleven. Qui Stambolijski ebbe come insegnante Janko Zabunov, una delle figure di spicco del populismo bulgaro e personalità importante del circolo populista noto come Il Gruppo di Pleven. Zabunov gli offrì la possibilità di scrivere sul giornale Zamedelska Zaštita, da lui diretto. Terminata la scuola nel 1898, Stambolijski divenne anch'egli insegnante, esercitando la professione nella cittadina di Vetren, vicino Slavovica. Durante gli anni di insegnamento, entrò in contatto sempre più stretto con il mondo contadino, riuscendone a carpire tutte le sfumature sociali. Nel 1899, lesse sul giornale di Zabunov, l'appello di Canko Cerkovski, altra figura importante del populismo bulgaro, rivolto a tutti i circoli populisti del paese, affinché si riunissero in una sola Unione Agraria. Dal 1901 al 1902, Stambolijski, grazie all'aiuto finanziario di Milena Daskalova (prima sua compagna politica, poi dal 1900 sua moglie), si recò in Germania per perfezionare gli studi. Durante il suo soggiorno tedesco, studiò all'Istituto Agrario di Halle, e seguì anche corsi di filosofia all'Università di Monaco, tenuti dal professor Stammler, esponente della corrente filosofica neo-kantiana. Gli anni in Germania saranno fondamentali per il giovane bulgaro: qui entrerà in contatto con le teorie filosofiche materialiste di Haeckel, il più importante divulgatore del darwinismo nel suo paese. Grazie allo studio della filosofia haeckeliana, Stambolijski conobbe a posteriori sia Darwin sia il social-darwinismo e gli scritti di Spencer. Tornato in Bulgaria, nel 1902, continuò la sua attività di giornalista nel giornale Zemedelsko Zname, il quale dopo la fondazione nel 1899 dell'Unione Agraria Bulgara, aveva sostituito Zemedelska Zaštita. Negli anni che vanno fino all'entrata della Bulgaria nella Prima Guerra Mondiale (14 ottobre 1915), Stambolijski divenne una figura sempre più importante all'interno dell'Unione Agraria, tanto che nel 1908 fu eletto come rappresentante del popolo nell'Assemblea Nazionale. Dal 1902 al 1909 la sua intensa attività politica fu accompagnata da una altrettanto intensa attività pubblicistica: proprio nel 1909 terminò di scrivere il testo Političeski partii ili săslovni organizacii [Partiti politici o organizzazioni corporative] che diventerà il contributo principale stambolijskiano alla teoria politica agraria. In questo testo Stambolijski espose sia la sua filosofia politica evoluzionista sia la sua fede nel sistema di governo repubblicano. Il suo repubblicanesimo lo porterà, in occasione delle guerre balcaniche del 1912 e del 1913 e dell'entrata in guerra della Bulgaria nel 1915, a scontrarsi più volte con il re Ferdinando al punto da essere condannato all'ergastolo nel dicembre del 1915. Anche se Stambolijski rimarrà in carcere per tutta la durata della Prima Guerra Mondiale, il periodo di reclusione gli offrirà la possibilità di meditare a fondo sul suo agrarismo: risalgono infatti al 1917 e al 1918 tutta una serie di scritti filosofico-politici che ebbero la funzione di integrare e approfondire alcune tematiche che aveva già trattato nel testo del 1909. Il 25 settembre 1918 Stambolijski fu convocato dal re Ferdinando, preoccupato dalle sempre più frequenti ribellioni dei soldati al fronte. Dopo il tentativo fallito di instaurare un primo nucleo repubblicano (Repubblica di Radomir) e quindi di sfruttare la rivolta militare per rovesciare il re, Stambolijski fu costretto a vivere in clandestinità fino a che fu concessa l'amnistia il 31 dicembre 1918.
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