Stanisław Ignacy Witkiewicz
Cocaina
Titolo originale: Kokaina, 1932
Traduzione dal polacco e introduzione di Alessandro Ajres
eSamizdat 2004 (II) 1, pp. 113-117
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[Dall'incipit dell'introduzione]
"Witkiewicz tra droghe e oblio", eSamizdat 2004 (II) 1, pp. 113-114
Stanisław Ignacy Witkiewicz (1885-1939) è una delle più straordinarie e, ancora in larga parte, sconosciute figure della cultura polacca del Novecento; con Witold Gombrowicz e Bruno Schulz, il massimo rappresentante dell'avanguardia polacca tra le due guerre. "Witkacy", com'era comunemente soprannominato lo scrittore, è stato considerato via via anticipatore di Beckett, Ionesco e tutto il teatro dell'assurdo, di Artaud e del Living Theatre, di Grotowski, Kantor e Mrożek. La sua concezione del dramma quale unica composizione di effetti puri, privo di alcun contenuto, è stata ripresa e sviluppata lungo l'intero secolo scorso. Stesso destino ha avuto la sua teoria artistica del "formismo", che, seguendo l'esempio della pittura di Picasso, si riproponeva di "deformare liberamente la vita o il mondo della fantasia". Witkiewicz rivendica in sostanza una totale libertà di creazione, fuori da ogni regola, per poter raggiungere "l'unità-pluralità della Forma Pura". Nello specifico della traduzione qui proposta, inoltre, egli sembra precursore anche di molta letteratura cresciuta nel secondo dopoguerra intorno agli allucinogeni. Limitandoci soltanto agli Stati Uniti, si spazia da un testo quale Junkie di Burroughs del 1953 a varie composizioni della Beat generation.
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