Cultural Studies
Dialoghi
“La culturologia e lo straniamento della cultura. Dialogo con Michail Epštejn sul senso degli studi culturologici e sul futuro delle scienze umanistiche”
a cura di Marco Sabbatini
eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 21-25
Scarica il Pdf solo di questo articolo [82 Kb]
[Dall'incipit del dialogo]
Marco Sabbatini
La rivista italiana di slavistica eSamizdat dedica in questo numero uno spazio speciale alla culturologia. L'idea risponde a una esigenza di apertura verso questa disciplina anche nello studio delle culture slave. Nel caso italiano, gli studi culturologici non si sono ancora affermarti "accademicamente" e questa più che una vaga sensazione sembra un dato di fatto. Può dire la stessa cosa della kul’turologija [culturologia] in Russia e dei cultural studies negli Stati uniti?

Michail Epštejn
Vede, il problema è che i termini cultural Studies e kul’turologija si traducono comunemente l'uno con l'altro, ma in realtà sono due ambiti di studio piuttosto diversi. Su questo tema ho scritto in maniera approfondita nel mio libro dal titolo Transculturals Experiments, uscito in lingua inglese nel 1999. In una sezione del libro ho cercato proprio di sottolineare la differenza tra gli studi culturologici in Russia e la tradizione anglo-americana dei cultural studies.

Marco Sabbatini
E per quanto riguarda il resto dell'Europa? Come vede la situazione?

Michail Epštejn
In Europa, in genere, siamo sul livello degli Stati uniti, e mi riferisco alla concezione iniziale della disciplina. Tanto più che i cultural studies sono nati a suo tempo in Inghilterra. Si trattava di una disciplina definibile “di sinistra”, che cercava di porre la cultura in un determinato contesto politico e tentava di evidenziarne i punti di potere. O meglio studiava il potenziale di certe azioni culturali, ovvero quanto queste fossero incisive all'interno delle varie classi sociali. Proprio tale versione dei cultural studies si è sviluppata negli Stati uniti.

Marco Sabbatini
La kul'turologia in Russia ha evidentemente una storia diversa alle spalle...

Michail Epštejn
La kul’turologija russa ha un altro scopo, essendo sorta in Unione sovietica, quando regnava una interpretazione politica della cultura. Al contrario che in occidente, la ku’turologija tendeva a considerare la politica solo come uno degli elementi fondanti della cultura. Il suo scopo era in realtà di osservare la cultura nel suo insieme, vedendo coesistere la componente politica, religiosa, estetica, filosofica e storica. In tal senso, la ku’turologija ha come scopo la smitizzazione di qualsiasi percezione autoritaria della conoscenza che può sorgere nelle varie sfere della cultura, va quindi anche contro l'autoritarismo politico e morale, va cioè contro il moralismo, l'estetismo, o l'ideologismo, poich´e questi appartengono alla cultura in quanto componenti di un insieme e non in quanto elementi dominanti.
[...]
 
© eSamizdat 2003-2016, Alessandro Catalano e Simone Guagnelli