Cultural Studies
Ristampe
Gian Piero Piretto
“Un prato di non facile lettura: Bežin Lug di Sergej Ejzenštejn”
eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 181-189
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[Dall'incipit dell'articolo]

Quanto ha in comune lo scrittore russo Ivan Sergeevič Turgenev (classe 1818) con il pioniere-eroe sovietico 001 Pavlik Morozov (classe 1918[?]) e con il regista cinematografico Sergej Ejzenštejn (classe 1898)? Basta un titolo (Bežin lug [Il prato di Bez]), o un'aura di mitologia agreste ad accomunarli? E che cosa si cela dietro lo scontato accostamento su base tematica? Che cosa collega la raffigurazione di contadini e atmosfere rurali nelle pagine di Turgenev o sulle tele di pittori ottocenteschi, al delicato problema dell'identit_a nazionale russa e della misconosciuta ličnost’ contadina? Che cosa mette tutte queste problematiche in relazione alle operazioni propagandistiche dedicate alla collettivizzazione delle terre negli anni del primo piano quinquennale staliniano, dai manifesti alle pellicole cinematografiche, o ancora ai quadri di irriducibili dell'avanguardia come Malevič e Filonov? Ha senso, e se ne ha, qual è il senso di concepire l'analisi di un momento storico, di un motivo, di un concetto culturale attraverso il suo riscontro in una serie di ambiti socio-artistico-culturali, di un'intersezione fra le discipline che li studiano nel tentativo di farle dialogare tra loro per giungere a una visione del problema più sfaccettata e più completa?
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