Cultural Studies
Traduzioni
Vladimir Papernyj
“L'architettura russa: tra anoressia e bulimia”
traduzione dall'inglese di Ombretta Gorini
eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 59-63
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[Dall'incipit della traduzione]

Le sensibilità visive russe (semmai esiste una cosa del genere) sono formate da due influenze contrastanti. Da un canto, da una naturale attrazione verso le superfici decorative e dalla ricchezza di colori e forme. Gli storici ci dicono che, nel X secolo, il principe Vladimir decise di convertirsi al cristianesimo principalmente a causa dell'esperienza visiva avuta dai suoi emissari a Costantinopoli: “i greci ci portarono nell'edificio in cui venerano il loro Dio”, scrissero al principe, “e non sapevamo se ci trovassimo in cielo o in terra. Perché in terra non esiste un tale splendore, o una tale bellezza, e la sminuiremmo nel descriverla”.
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