"Divismo e morte nel cinema russo degli anni Dieci: i funerali di Vera Cholodnaja"
eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 133-149
Contributi video
Scene tratte dal film Žizn’ za žizn’ [Vita per vita, 1916]
Scena 1: “I tormenti dell’anima”
scena 2: “Il doppio matrimonio”
scena 3: il ballo dopo il matrimonio
scena 4: il finale

Scena tratta dal filmato Pochorony Very Cholodnoj [I funerali di Vera Cholodnaja, 1919]
scena 5
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[Dall'incipit dell'articolo]
La sera del 16 febbraio 1919 a Odessa, nella piazza della Cattedrale, si era raccolta una grande folla silenziosa. In quel silenzio teso serpeggiava una certa inquietudine. Gli sguardi ansiosi dei presenti si rivolgevano verso le finestre illuminate della casa al numero uno; di tanto in tanto giungeva una carrozza e la folla si apriva per lasciarla passare, richiudendosi poco dopo. Si erano fatte le sette, la serata era gelida, era buio pesto, ma quelle persone non andavano via, anzi ne giungevano di nuove. Agli sguardi interrogativi dei nuovi arrivati, quelli che già si trovavano lì rispondevano in un bisbiglio per non turbare la solennità del momento. In quella casa, consumata dalla febbre spagnola, stava morendo Vera Vasil'evna Cholodnaja, la "regina dello schermo", la donna il cui nome era divenuto sinonimo di gloria, fascino, talento, la prima diva del cinema russo. Alle otto dal portone uscì qualcuno in lacrime, e un attimo dopo tutti seppero: era morta Vera Cholodnaja.
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Contributi audio
 
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