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L'Europa dei giovani: sguardi su autori emergenti e nuove tendenze nelle letterature europee contemporanee, a cura di M. Boschiero, M. Piva, M. Prandoni, Cleup, Padova 2007 (Valentina Silvestri), pp. 368-370
Il desiderio di scoprire il presente si respira fin dal titolo: L'Europa dei giovani: sguardi su autori emergenti e nuove tendenze nelle letterature europee contemporanee, un libro che si occupa di nuove generazioni di scrittori, di casi letterari emergenti, di letteratura dei giovani, un vera e propria “finestra aperta” sulle nuove espressioni letterarie dell'Europa del XXI secolo. Quando si inizia a dare uno sguardo alle prime pagine si scopre che l'ampia rassegna sulle nuove tendenze europee è il risultato di una iniziativa promossa da un gruppo, anch'esso altrettanto giovane, di dottorandi, assegnisti, neolaureati in lingue e letterature straniere all'Università di Padova. Il volume è infatti la raccolta degli atti della giornata di studi tenutasi il 6 dicembre 2006 presso l'Università patavina dedicata alla presentazione degli studi sulle panoramiche letterarie contemporanee e al confronto tra gli scrittori di diverse nazionalità europee.
Il volume si sviluppa in quattordici saggi. Ogni contributo è dedicato a una specifica area culturale europea oltre che alla presentazione di uno o due autori di rilievo, che, se considerati nel contesto unitario dell'opera, ci forniscono una visione piuttosto ampia, anche se allo stesso tempo parziale, delle realtà letterarie odierne. La complessità e vastità del campo di ricerca non avrebbero permesso di delineare un quadro completo ed esaustivo di tutte le tendenze letterarie contemporanee; da qui la scelta degli autori di muoversi attraverso “sguardi” che si sono soffermati, non solo su scrittori che hanno goduto di un immediato successo editoriale, ma anche su figure emergenti spesso trascurate dai curricula accademici o estranee al successo di critica e/o di pubblico. Il filo conduttore che ci conduce da un testo all'altro e che in un certo qual modo ordina il materiale di per sé eterogeneo, poiché frutto di quattordici mani diverse e di altrettante esperienze di studio e ricerca, è dato dall'individuazione di argomenti ricorrenti e suggerimenti interpretativi comuni.
Il libro si apre con il saggio Gioventù e letteratura in Spagna. La traiettoria letteraria di Jose Angel Mañas, che indaga la linea della narrativa spagnola intenta a riflettere la realtà vissuta dalla gioventù della Spagna degli anni Novanta. Quella che è stata definita la Generazione X, nota anche come Generazione Kronen, dal successo del primo romanzo di Mañas, Historias del Kronen che scatenò un vero e proprio fenomeno culturale tanto da diventare nome di battesimo di un'intera generazione. Una traiettoria letteraria che attraversa un universo fortemente in crisi, privo di speranze future, è la stessa che ritroviamo nelle pagine dello scrittore olandese Arnon Grunberg, inizialmente associato dalla critica alla Generatie Nix [Generazione Niente]. Anch'egli esprime il disorientamento dei giovani dei primi anni Novanta, il senso di noia e inutilità che pervade la dimensione presente e l'età dell'adolescenza. Entrambi esempi delle dinamiche generazionali che rifiutano i modelli passati, la loro ribellione è consapevole, è volutamente provocatoria e priva di riferimenti alla generazione precedente di cui vedono il misero fallimento. Ancora più aspra e violenta è l'opposizione ai vecchi regimi portata avanti nei Giovani poeti emergenti nella letteratura romena e la forza del pomodoro. Identità generazionale tra incudine e martello... La dichiarazione di “doppia rottura”, sia con le radici storiche che con la società attuale, fa della Generazione 2000 romena la manifestazione più aggressiva del conflitto contro la tradizione culturale del secolo scorso.
Scrittrici che si rivolgono esclusivamente a un target adolescenziale, la russa Irina Denežkina e la polacca Dorota Masłowska sono tra le autrici della Generazione next, coloro che nascono negli anni Ottanta e che riscuotono un immediato successo editoriale grazie al debutto sulla scena letteraria del teen novel. La loro è invece una ribellione inconsapevole che esclude totalmente il confronto con il mondo adulto; i loro personaggi si muovono solamente in un tempo presente; non vi è scontro o ribellione, ma totale immersione nella dimensione mediatica del nuovo millennio.
Una visione diversa è quella che viene fuori dal saggio dedicato alla più recente poesia britannica d'immigrazione Luoghi non giurisdizionali: il corpo nella giovane poesia britannica attraverso le parole dell'anglo-nigeriana Patience Agdabi, della caraibica Valerie Bloom, di Dorothea Smartt e di Judith Bryan. Tutte voci – queste – che crescono nell'ambiente cittadino delle moderne metropoli multietniche e che si ritrovano a pieno titolo nell'idea di poesia come happening e reading, in quanto evento che accade in luoghi concreti, che ritrova il gesto, la musica e il corpo, ultimo involucro “di una vita non espropriabile [...] ultima frontiera di un essere nello spazio e tra gli altri” (p. 50). Una frase che sembra adatta anche a descrivere quello che è stato etichettato come il “Woodstock letterario croato”, il festival della letteratura alternativa contemporanea croata, noto come Fak (Festival alternativne književnosti), al quale è dedicato il saggio Quando la letteratura imitò Woodstock ovvero il fenomeno del Fak in Croazia. Inaugurato nel 2000, il festival itinerante di letteratura pubblica ha trovato l'ampio consenso del pubblico e dei media. Anch'esso in un certo modo espressione di un incontro tra corpo e parola, tra immagine e suono, si è servito della formula festival-concerto per portare sulla scena le voci più significative della scena letteraria croata contemporanea.
Di “scrittura seriale” si parla quando ci si riferisce alla copiosa produzione letteraria di due autrici francesi Amelie Nothomb e Eliette Abecassis, due scrittrici “fedeli” al mercato editoriale tanto da pubblicare con scadenza regolare i propri romanzi. Il termine infatti vuole sottolineare la periodicità della loro scrittura, che inevitabilmente crea attese nella critica e nel pubblico, suscitando di anno in anno un interesse crescente per questa “scrittura al femminile”, che si offre come “corrispettivo editoriale dei serial che imperversano alla tv” (p. 124). Risulta però difficile delimitare il ruolo delle scrittrici solo nell’ambito di questi due aspetti stereotipati della scrittura: ogni nuovo romanzo dimostra di essere il risultato di un sapiente mix tra l'abilità stilistica e l’attenzione per la lingua, tra la promozione pubblicitaria e il fenomeno mediatico. Un ulteriore esempio della fortunata combinazione tra il talento dell'autore e la capacità di saper gestire l'immenso successo che lo ha travolto e lanciato sulla scena letteraria internazionale è quello dell'emergente scrittore tedesco Kehlmann, al quale è dedicato il contributo Le ragioni di un successo: Daniel Kehlmann e il suo bestseller...
Voci del tutto originali, difficilmente assimilabili alle nuove tendenze, sono quelle dedicate a Nicole Müller: un disincantato sguardo femminile sulla Svizzera d'oggi e al Fräuleinwunder e il debutto di Juli Zeh sulla scena lettaria tedesca. Entrambi cercano di sconfiggere quella tendenza che spinge a etichettare ogni fenomeno e che rischia di ridurlo a una definizione semplicistica e minimizzatrice. Da un lato la scrittrice svizzera Nicole Müller si batte contro la classificazione della letteratura lesbica di genere in una precisa “categoria”, superando le distinzioni tra generi, tra letteratura maschile e letteratura femminile, nel tentativo di dare voce a un io narrante che non porti decisamente all'emarginazione. Al contrario, Juli Zeh tenta di differenziarsi nettamente dalle dinamiche generiche e generazionali, che troppo facilmente incasellano le nuove tendenze letterarie, in nome di una rivendicazione da parte della giovane letteratura delle tematiche politiche e sociali, come strumento critico della realtà contemporanea.
I saggi dedicati al famoso scrittore russo Viktor Pelevin, alla greca Amanda Michalopulu e alla poetessa galega Estibaliz Espinosa possono essere considerati come esempi di letteratura contemporanea che forniscono un terreno fertile per un'indagine critica degli elementi stilistici, strutturali e linguistici. Le complesse linee narrative dei romanzi che trattano trame originali, come quelle ambientate nel contesto galego, o la lingua multiforme di Pelevin, intrisa di giochi di parole e di termini stranieri, offrono nuovi e interessanti spunti interpretativi sul piano della lingua.
Un invito alla lettura è il saggio Jaroslav Rudiš e Petra Hůlova: nuovi orizzonti nella prosa ceca contemporanea, un percorso letterario alla scoperta delle caratteristiche della letteratura ceca degli ultimi anni, un invito a percorrere le strade intraprese dai due giovani scrittori. Diverse esperienze che partono dalla Repubblica ceca e arrivano a Berlino per Rudiš e in Mongolia per Hůlova e che confermano “la strada della diversificazione” (p. 183) intrapresa dalla letteratura ceca.
Le quattro sessioni che hanno scandito la giornata di studi hanno rappresentato anche un'occasione, non secondaria alle finalità accademiche, per favorire la collaborazione e l'incontro tra persone che condividono gli stessi interessi, per promuovere inviti alla lettura, per suscitare una curiosità comune volta ad approfondire, anche in seguito, quelle voci che hanno saputo catturare l'attenzione di chi condivide la passione per le letterature straniere, di chi va alla scoperta di giovani scrittori di successo, di chi dedica tempo e studio alle nuove espressioni letterarie, ma anche semplicemente di chi di questa “Europa dei giovani” si sente parte.
eSamizdat
Rivista di culture dei paesi slavi
Registrata presso la Sezione per la Stampa e l'Informazione del Tribunale civile di Roma. N° 286/2003 del 18/06/2003 ISSN 1723-4042
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A cura di: Alessandro Catalano e Simone Guagnelli
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