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M.P. Pagani, I mestieri di Pantalone. La fortuna della maschera tra Venezia e la Russia, Angelo Colla Editore, Costabissara (Vi) 2007 (Erica Faccioli), pp. 379-380
Lo studio di Maria Pia Pagani sulle peregrinazioni della maschera di Pantalone in Russia è uscito in occasione del terzo centenario della nascita di Carlo Goldoni, presso l'editore Angelo Colla, all'interno della Collana di studi e ricerche sulle culture popolari venete.
L'introduzione di Sisto Dalla Palma propone una riflessione sulle relazioni della commedia dell'arte con la cultura russa, non solo teatrale. Da subito emerge come la commedia sia stata protagonista di intrecci col mondo popolare e ortodosso, oltre che fonte di ispirazione per l'ambito culturale. Spetta al teatro russo del Novecento il compito di far fruttare l'incontro col teatro italiano, non solo della commedia e di Goldoni, ma anche di grandi attori come Salvini, Rossi e la Duse, di cui si ricordano fortunate tournées.
Come sottolinea Sisto Dalla Palma, è possibile riconoscere nel lavoro di ricerca di Miklaševkij, Mejerchol'd, Vachtangov, Evreinov, una straordinaria stagione di rinnovamento della scena teatrale attraverso la commedia (p. XVIII), che passa per uno studio approfondito dei tipi e delle maschere, come di quel “perfetto uomo di mondo” (p. 3) che fu Pantalone.
È con una analisi dell'opera di Miklaševskij che si apre lo studio di Maria Pia Pagani. Rileggendo La Commedia dell'Arte o Il teatro dei commedianti dei secoli XVI, XVII, XVIII, la studiosa ha colto quei passi capaci di restituire un tuttotondo della figura di Pantalone. Miklaševskij non si limitò a intraprendere uno studio filologico della commedia, poiché operò con l'intento di farla rivivere sulla scena attraverso le sue collaborazioni con Evreinov e Mejerchol'd. Senza dubbio quest'epoca presenta una straordinaria fioritura di sperimentazioni caratterizzate dall'innesto del seme dell'“improvvisa” sul fertile terreno degli Studi; tuttavia la raffinatezza del libro della Pagani ci conduce verso apparizioni meno note del mondo della maschera in Russia, quando ad esempio l'autrice cita e commenta la monografia (pubblicata postuma) di Aleksej Karpovič Dživelegov e gli articoli di Stefan Stefanovič Mokul'skij degli anni '40.
La Pagani ha saputo intrecciare sapientemente studi russi e italiani sull'argomento, cambiando di volta in volta lente prospettica: ha così riletto la trascrizione di una conferenza di Ettore Lo Gatto degli anni '50 e '60, dal titolo “L'influenza del teatro italiano sul teatro russo” (p. 22), dove il nostro insigne slavista sottolineava l'importanza dell'opera di Vladimir Nikolaevič Peretc.
Questo percorso di ricostruzione filologica appartiene al primo dei cinque capitoli del libro, intitolato I volti del magnifico.
Con un accenno a un articolo del '55 di Anton Giulio Bragaglia sulla natura istrionica di Pantalone, si apre il secondo capitolo, Il giullare Pantalone, il cui titolo riprende un racconto di Nikolaj Semenovič Leskov. Skomoroch Panfalon (titolo originale dell'opera) offre alla Pagani la possibilità di penetrare la questione dello stitilismo nell'ortodossia russa, e di vedere come questo si possa ricongiungere alla giullareria attraverso l'incontro di Ermio con Pantalone, noto come colui “che tiene allegri tutti gli abitanti di Damasco” (p.35).
Nel terzo capitolo, Far orecchie da mercante, viene analizzata una bylina, un antico canto popolare, che ha per protagonista un veneziano. Il testo, dal titolo Solovej Budimirovič, è tradotto dalla Pagani a seguito di un commento della storia, ambientata a Kiev.
Nel ritrarre i vari aspetti di Pantalone, l'autrice non manca di menzionarne l'avarizia. Con l'indagine di questo carattere peculiare della maschera veneziana, si apre il capitolo San Pantalone, medico dei bisognosi, dove il rapporto controverso tra Pantalone e il Dottore trova “un significativo riscontro nella figura di san Pantaleone da Nicomedia, giovane medico professatosi cristiano, che ricevette il martirio nell'anno 305 d.C.” (p. 63). La figura di san Pantaleone è protagonista di un antico testo agiografico (Il martirio del santo e glorioso martire san Pantaleone) di un anonimo autore greco, che la Pagani esamina offrendo la possibilità di comprendere i punti di contatto tra la maschera e il santo, accomunati dall'essere soccorritori “dei bisognosi”.
L'infiltrazione del codice della commedia in terra russa ha radici lontane e appartiene alla fascinazione che l'arte italiana ha sempre suscitato fin dai tempi dell'Impero zarista: la conoscenza dei tipi e delle maschere risale ai tempi della corte di Anna Ioannovna. A ciò si riferisce l'ultimo capitolo del libro, dal titolo Il celebre veneziano, che cita la raccolta Peretc, “basilare testimonianza dell'attività spettacolare proposta dai professionisti della Commedia dell'Arte alla corte russa nel triennio 1733-1735” (p. 73).
L'Appendice propone una traduzione di alcuni testi della raccolta Peretc e della raccolta Tichonov, dove la figura di Pantalone è protagonista dell'azione.
La pregnanza storica delle traduzioni goldoniane di Aleksandr Valentinovič Amfiteatrov, pubblicate solo in parte nel 1922, è trattata nell'ultimo capitolo e rivela il ruolo avuto dall'intellettuale e giornalista russo e dalla moglie, le cui lettere sono riportate in Appendice a testimonianza dell'intenso lavoro svolto dai coniugi.
Chiude il libro una sentita e acuta testimonianza di Erik Amfitheatrof, nipote del grande traduttore goldoniano. In queste pagine egli ripercorre brevemente la vicenda umana e professionale di Aleksandr Valentinovič, ricongiungendola all'intenso periodo storico e commentando la risonanza, talvolta positiva, talaltra negativa, che l'opera di questi ha avuto in Russia.
Per la varietà dei documenti analizzati e proposti, lo studio della Pagani si rivela particolarmente prezioso e originale, caratterizzato da una tessitura che segue un disegno tematico, e non prettamente cronologico, in grado di restituire la complessità e l'intensità dei rapporti che si intrecciarono tra intellettuali russi e italiani a favore della Commedia.
eSamizdat
Rivista di culture dei paesi slavi
Registrata presso la Sezione per la Stampa e l'Informazione del Tribunale civile di Roma. N° 286/2003 del 18/06/2003 ISSN 1723-4042
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