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Bol'šoj Akademičeskij Slovar' Russkogo Jazyka, diretto da K.S. Gorbačevič e A.S. Gerd, Nauka, Moskva – Sankt-Peterburg 2004 (Paola Bocale), pp. 386-388
Nel 2004 l’Istituto di Ricerche Linguistiche dell’Accademia Russa delle Scienze (Institut Lingvističeskich Isledovanij RAN) ha avviato la pubblicazione di un’importante opera lessicografica: il Bol'šoj Akademičeskij Slovar' Russkogo Jazyka [Grande dizionario accademico della lingua russa, di seguito BAS], diretto da K.S. Gorbačevič e A.S. Gerd, un’opera in 20 volumi comprendente circa 150.000 lemmi (sono usciti finora i primi quattro tomi).
Il dizionario ha raccolto, riprendendone e aggiornandone il lemmario, l’illustre eredità dello Slovar' sovremennogo russkogo literaturnogo jazyka, pubblicato negli anni 1948-1965. Questo vocabolario accademico, che per l’ampiezza del materiale lessicale e la ricchezza dell’esemplificazione ha rappresentato un momento fondamentale nella storia della lessicografia russo-sovietica, era tuttavia caratterizzato da una marcata coloritura ideologica e da inserti apologetici sulle voci-chiave del potere sovietico, essendo specchio, come tutte le opere lessicografiche, della cultura e delle idee del momento storico in cui era stato prodotto. Era evidente, in tempi politicamente mutati, l’anacronismo delle molteplici citazioni di opere di Lenin, Stalin, Kaganovič, Kalinin e così via che costellavano il vocabolario. Inoltre tutto un lessico legato ai realia sovietici è caduto in disuso negli ultimi venti anni, mentre tutto un altro lessico, legato al nuovo mondo dell’economia di mercato e dell’innovazione tecnologica, è diventato di prepotente attualità, rendendo il corpo lessicale del precedente dizionario inadatto a rappresentare il patrimonio lessicale del russo contemporaneo.
Il BAS quindi segna un indubbio rinnovamento rispetto al grande dizionario accademico precedente, caratterizzandosi per posizioni democratiche e laiche e per l’apertura all’inserimento delle nuove voci dell’economia, della scienza e della tecnica.
Nel segnalare i tratti distintivi di questa realizzazione lessicografica dobbiamo anzitutto sottolineare l’estensione della documentazione. Opera frutto di vastissimi spogli di testi scritti a partire dall’epoca di Puškin a oggi, il BAS conferma il carattere letterario della tradizione lessicografica russa e si caratterizza per la ricchezza dell’esemplificazione letteraria usata anche per illustrare voci comuni. La vitalità di un significato nel corso dei secoli (e non solo la semplice attestazione) e le coordinate semantiche di ciascun termine sono sempre documentate dal puntuale corredo degli esempi, che vanno a avvalorare e sostenere le impressioni dei compilatori. Rara la fraseologia attinta all’uso vivo.
Le citazioni provengono da più di 1700 autori. Accanto agli scrittori sommi e a quelli minori dell’Otto e del Novecento, gli autori aprono il vocabolario a un certo numero di autori contemporanei come, ad esempio, Tat'jana Tolstaja (ma mancano Pelevin, Akunin, Viktor Erofeev, Makanin, Ulickaja...), oltre a includere esempi da scritti di giornalisti, storici, scienziati (l’alpinista Abalakov, l’egittologo Avdiev, l’architetto Piljavskij, per citarne alcuni) e da opere di autori dell’emigrazione o perseguitati dal potere sovietico (Mark Aldanov, Dovlatov, Solženicyn).
Il dizionario registra, accanto alla lingua letteraria, la lingua moderna e i nuovi usi legati alla lingua di tutti i giorni, nonché la terminologia scientifica, i linguaggi settoriali, i neologismi e i forestierismi già stabilmente penetrati nella lingua russa. Un’attenzione particolare è riservata alle trasformazioni in atto nel costume e nella società, attraverso le nuove accezioni o le diverse connotazioni delle parole. La dizione v sovetskoe vremja (durante il periodo sovietico) segnala concetti e oggetti del periodo sovietico che sono ormai spariti dalla Russia del XXI secolo, come ad esempio la voce agitpunkt: “durante il periodo sovietico: un’istituzione che conduceva attività politica tra la popolazione (di solito durante le elezioni dei deputati dei Soviet o dei giudici popolari)”.
Altri elementi che contraddistinguono la fisionomia del BAS sono l’attenzione alle sottili distinzioni di significato e agli usi traslati dei vocaboli e le indicazioni stilistiche, con la segnalazione dell’ambito d’uso di ogni termine, di cui viene indicata l’appartenenza al linguaggio familiare, alla lingua parlata, a quella letteraria, settoriale, regionale, gergale e così via.
Precise anche le indicazioni morfologiche (indicazione della categoria grammaticale, indicazione del genere, declinazione dei nomi, di cui si dà, oltre al nominativo, obbligatoriamente la forma del genitivo singolare, indicazione del plurale, coniugazione dei verbi, e così via). Si dà conto dei vari e differenti usi dei verbi, a seconda delle preposizioni o delle congiunzioni che li seguono. Manca invece, purtroppo, la trascrizione fonematica e la scansione sillabica dei lemmi.
Infine, per ogni voce lemmatizzata viene indicata in calce la data di prima attestazione in un dizionario e la fonte, mentre tutte le citazioni letterarie sono seguite dal nome dell’autore e dal titolo dell’opera da cui è attinto l’esempio. Viene anche fornita l’etimologia delle parole straniere.
Con i suoi 150.000 lemmi, il BAS è tra le più ampie fonti per la conoscenza del lessico russo, colto e popolare, scientifico e letterario. L'ampiezza del BAS fa sì che ciò che si ricava dal suo lemmario offra un quadro verosimile della realtà del lessico russo attualmente in uso. Il BAS testimonia infatti il cambiamento storico, sociale e linguistico intervenuto in Russia tra il 1985 e il 2004: un ventennio che ha visto, insieme al paese, il modificarsi e il rinnovarsi del lessico russo, al centro dei processi di ristrutturazione dei rapporti tra il centro e la periferia del sistema linguistico che hanno portato elementi fonetici, morfosintattici e lessicali dalle aree sub-standard/non-standard nella varietà standard del parlato, per poi trovare riconoscimento ufficiale anche nella lingua scritta, anche grazie al venir meno della rigida censura sovietica. Bespredel [caos, anarchia], dembel' [un militare congedato] e zaciklit'sja [essere ossessionato da qualcosa] sono alcuni tra gli elementi lessicali registrati dal BAS appartenenti al cosiddetto slang russo, ovvero a quel sottosistema non-standard del lessico russo che la popolazione urbana utilizza nella sfera privata informale.
Purtroppo anche l’attività lessicografica, come le tante altre legate al mondo della cultura e della ricerca, è avvilita nella Russia di oggi dalle difficoltà pratiche e dalla mancanza di fondi. Quasi un anno è dovuto passare prima che il presidium dell’Accademia russa delle scienze approvasse il finanziamento per la pubblicazione del BAS, attualmente stampato con una tiratura di 5.000 copie, che sebbene sia un indubbio successo rispetto alle 300 previste inizialmente, è pur sempre irrisoria per un’opera che la ricchezza del lemmario e la pertinenza dell’apparato esemplificativo, le preziose indicazioni stilistiche e morfologiche, la prospettiva contemporaneamente diacronica e sincronica rendono una tra le più importanti imprese lessicografiche della Russia del nuovo millennio.
eSamizdat
Rivista di culture dei paesi slavi
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