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Indice dell'ultimo numero: eSamizdat 2009 (VII) 1
"Triste, solitario y final…"

Con una certa malinconia, ma allo stesso tempo con l'umile consapevolezza di aver offerto un servizio destinato a sopravvivere ai confini materiali di questa esperienza, questo numero di eSamizdat chiude un ciclo forse irripetibile iniziato nel 2003.
A essere sinceri, temendo di scadere nella retorica, eravamo piuttosto in crisi su come strutturare l'editoriale dell'ultimo numero “vero” della rivista. Il prossimo (i prossimi?) saranno esclusivamente monografici (quindi verrà meno anche una delle sezioni a cui tenevamo di più, quella delle recensioni) e ogni forma di eventuale collaborazione avverrà esclusivamente su invito di una redazione ridotta rispetto al passato. Preghiamo quindi tutti i nostri amici, simpatizzanti e sostenitori di non inviarci più materiali di alcun tipo, non saremmo in grado di pubblicarli né tanto meno di recensirli.
Massimo Maurizio ha voluto scrivere questa dichiarazione-manifesto che ci ha commossi e in parte ripagati di una stanchezza fisica e mentale che, continuando, non avrebbe probabilmente avuto ritorno. E abbiamo deciso di lasciare a lui l'ultima parola.
Orgogliosi di essere stati, in controtendenza, forti con i forti e deboli con i deboli, noi due scendiamo, buon proseguimento...

Alessandro Catalano & Simone Guagnelli


"Dichiarazione d'amore per eSamizdat"
L'ultima uscita della rivista eSamizdat… la cosa mi rattrista, ma comprendo la necessità, da parte degli iniziatori del progetto eSamizdat, di chiuderlo. So che i redattori ci hanno pensato a lungo, che sono state provate diverse soluzioni, e se si è arrivati a questa decisione, sicuramente non è stato a cuor leggero. Ma alle feste d'addio si sta allegri, si gioisce di quell'allegria intensa e autentica che, si sa, precede le lacrime in solitudine e i rimorsi… allegri, anche solo per non lasciare un ricordo pesante.
Progetto eSamizdat, dico, e sottolineo la prima parola, in quanto per me questa non è stata soltanto una rivista, ma qualcosa di molto più ampio.
Chiude il progetto eSamizdat, dunque, si chiude quella stagione che per me si è aperta al terzo numero della rivista, nel 2004, dopo che senza grosse speranze avevo mandato delle traduzioni risalenti a qualche tempo prima. Da allora per questi cinque anni ho sempre cercato di scrivere qualcosa, anche solo un paio di recensioni, perché semplicemente mi pareva una cosa che andava fatta. La magia di eSamizdat, e soprattutto la capacità dei redattori di farmela avvertire, sta secondo me nel fatto che, tralasciando boutade retoriche del tipo “siamo come una grande famiglia”, questa rivista è un qualcosa che riguarda anche me.
Alle prime collaborazioni sono successi degli incontri (non molti, in verità) con coloro che vi scrivevano, dandomi l'impressione che la slavistica italiana, quell'ambiente che io ritenevo isterilito, frammentato e incapace, per volontà o necessità, di creare comunicazione al proprio interno, fosse in realtà un organismo molto più unitario e interdipendente di quanto non credessi, o quanto meno che potesse diventare tale. Questo pensiero mi ha dato e mi dà una grande forza, che mi porta a ingoiare di buon grado i rospi ben noti a tutti coloro che hanno a che fare con l'università.
La molla che spingeva a una collaborazione continuativa, nonostante consegne e scadenze di altre cose, lezioni o esami da preparare, è stato l'entusiasmo, quell'entusiasmo contagioso che sprigiona la rivista. Per me eSamizdat è stato, e in questi anni ho avuto occasione di dirlo ad Alessandro e Simone più volte, uno spazio libero, al tempo stesso professionale e intimo, nel quale e per il quale lavorare era davvero stimolante.
Attorno alla chiusura del progetto eSamizdat ci sono state discussioni, lettere e controlettere, forum e quant'altro. Personalmente ho sempre cercato di non entrare nel merito, non tanto per disinteresse o per tenere i piedi in due scarpe (quali poi?), ma perché per me queste cose hanno un valore molto relativo. Sta finendo una stagione, come sono finite le stagioni di altre pubblicazioni importanti. Mi resta l'impressione di non aver fatto abbastanza, qualche momento di pigrizia che avrebbe potuto essere più costruttivo, ma tant'è... Prima della morte non si può respirare a pieni polmoni, recita un detto russo, quel che è stato fatto rimane, scripta manent, anche in internet, il resto deve rimanere dentro te, in forma di pensieri personali e riflessioni silenziose. Una cosa mi pare che vada riconosciuta al di là delle faziosità: noi, che siamo stati coinvolti nel progetto eSamizdat, risiediamo in parti diverse d'Italia e d'Europa, forse non ci vediamo come vorremmo, ma a me resta la sensazione di aver partecipato a qualcosa che io da solo sicuramente non avrei mai avuto la presunzione di creare. Un grazie di cuore a chi questa presunzione, che com'è stato dimostrato dai fatti era più che legittima, l'ha avuta, insieme alla volontà e all'umiltà di metterla a disposizione degli altri.
E non mi pare che sia cosa da poco.
Il fatto che il tempo opacizza e ossida le cose forse vale anche per gli affetti, ma spero che questo assunto, forse banale e trito, non abbia una sua validità generale.

Massimo Maurizio
Georgij Ivanov
A cura di Simone Guagnelli
* Simone Guagnelli, “Jura, Juročka, Žorž, Žoržik, Georges, Georgij. Omaggio a un cattivo maestro”, pp. 11-16
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* Nikolaj Bogomolov, “Il talento di un duplice sguardo”, traduzione di Simone Guagnelli, pp. 17-38
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* Andrej Ar´ev, “‘Bene che Dio non c'è’. Il principale testo poetico di Georgij Ivanov”, traduzione di Marco Sabbatini, pp. 39-47
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* Nina Barkovskaja, “I ‘generi pietroburghesi’ nell'opera di Georgij Ivanov”, traduzione di Simone Guagnelli e Raffaella Vassena, pp. 49-57
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* Asja Aksenova, “La metafisica dell'aneddoto o la semantica della menzogna”, traduzione di Simone Guagnelli, pp. 59-72
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* Roman Gul´, “Georgij Ivanov”, traduzione di Stefano Bartoni, pp. 73-84
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* Stefano Garzonio, “A proposito della canzonetta di Georgij Ivanov Ocup, Ocup, gde ty byl?”, pp. 85-87
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* Georgij Ivanov, Посмертный дневник / Diario post mortem, traduzione e cura di Alessandro Niero, pp. 89-102
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* Georgij Ivanov, A metà settembre e altre poesie sparse, traduzioni di Renato Poggioli e Angelo Maria Ripellino, pp. 103-104
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* Georgij Ivanov, Quattro racconti, traduzione di Giulia Marcucci, pp. 105-125
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* Georgij Ivanov, Aleksandr Ivanovič, traduzione di Marco Dinelli, pp. 127-132
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* Georgij Ivanov, Gli inverni pietroburghesi. Capitoli scelti, traduzione di Simone Guagnelli, pp. 133-153
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* Irina Odoevceva, “L'assoluta incarnazione del poeta”. Brano da Sulle rive della Senna, traduzione di Agnese Accattoli, pp. 155-181
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* Andrej Ar'ev, “‘Siete dei nostri, una černosotenka’. Una lettera di Georgij Ivanov a Ju.V. Kruzenštern-Peterec”, traduzione di Andrea Gullotta, pp. 183-187
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* Francesco Vietti, “‘Chiedi a zio Western Union!'. Bilanci economici transnazionali e mutamento dei legami familiari tra l'Italia e la Repubblica Moldova”, pp. 191-209
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* Veronica Vanossi, “Infanzia disagiata in Tagikistan: emblema di una società in transizione”, pp. 211-236
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* Alessandra Agostinelli, “Collezionisti italiani alla Biennale del dissenso: Franco Miele, Alberto Morgante e Alberto Sandretti”, pp. 239-288
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pp. 293-407
* S. Samsonov, Un fuoriclasse vero. Distopia calcistica, traduzione di E. Buvina, Isbn Edizioni, Milano 2009 (Claudia Criveller), pp. 293-295
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* S. Samsonov, Un fuoriclasse vero. Distopia calcistica, traduzione di E. Buvina, Isbn edizioni, Milano 2009 (Massimo Maurizio), pp. 295-296
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* J. Topol, Anděl. L’incrocio dell’angelo, traduzione di L. Angeloni, Azimut, Roma 2008 (Massimo Tria), pp. 296-299
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* V. Grossman, Vita e destino, traduzione di C. Zonghetti, Adelphi, Milano 2008 (Pietro Tosco), pp. 299-301
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* M. Shishkin, La presa di Izmail, a cura di E. Bonacorsi, Voland, Roma 2007 (Sergio Mazzanti), pp. 301-303
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* I. Mitrofanov, Il testimone, traduzione di M.A. Curletto, Isbn Edizioni, Milano 2007 (Erica Faccioli), pp. 303-304
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* M. Hvorecký, XXX, traduzione di A. Mura, Livello quattro, Roma 2008 (Alessandro Catalano), pp. 304-306
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* S. Nosov, Il volo dei corvi, traduzione di L. Pagliara, Voland, Roma 2008 (Claudia Criveller), pp. 306-307
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* R. Weiner, Assemblea generale – J. Deml, La luce dimenticata, presentazione e cura di S. Marchese, traduzione dal ceco e postfazione di S. Corduas, Poldi libri, Porto Valtravaglia (Va) 2007 (Massimo Tria), pp. 307-310
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* D. Jančar, L’allievo di Joyce, traduzione di V. Brecelj, Ibiskos editrice, Empoli 2007 (Lorenzo Pompeo), pp. 310-311
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* A. Ulinich, Petropolis, traduzione dall’inglese di I. Vaj, Garzanti, Milano 2007 (Ilaria Remonato), pp. 312-314
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* S. Zhadan, Depeche mode, traduzione di L. Pompeo, Castelvecchi, Roma 2009 (Sergio Mazzanti), pp. 315-317
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* Poeti russi oggi, a cura di A. Alleva, Scheiwiller, Milano 2008 (Giulia Gigante), pp. 329-330
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* E. Rejn, “Balcone” e altre poesie, prefazione di I. Brodskij, a cura di A. Niero, Diabasis, Reggio Emilia 2008 (Massimo Maurizio), pp. 330-332
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* T. Różewicz, Le parole sgomente. Poesie 1947-2004, a cura di S. De Fanti, postfazione di M. Kneip, Metauro Edizioni, Pesaro 2007 (Leonardo Masi), pp. 334-337
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C. Rossella, Vodka. Superalcolici e socialismo reale, Mondadori, Milano 2008; M. Dinelli – A. Jampol'skaja, Lenin. Dalla Pravda a Prada: storie da una rivoluzione, Neon!, Milano 2008 (Emanuela Bulli), pp. 343-347
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* M. Sabbatini, “Quel che si metteva in rima”: cultura e poesia underground a Leningrado [Collana di Europa orientalis 8], Europa Orientalis, Salerno 2008 (Laura Piccolo), pp. 349-350
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* G. Lunghi, Nasha Reklama. Pubblico, Media e Advertising nell’Ucraina Contemporanea, Editrice Uni Service, Trento 2008 (Emanuela Bulli), pp. 391-395
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* Recensioni da un viaggio nell’Aldilà dell’Europa,
M. Bulaj, Genti di Dio. Viaggio nell’Altra Europa, prefazione di M. Ovadia, Frassinelli, Milano 2008;
C. Kosmač, Sulle orme di un vagabondo. Due racconti, a cura di M. Bidovec, Mladika, Trieste 2007;
Fiabe e leggende slovene, a cura di M. Bidovec, Besa, Lecce 2008;
M. Bidovec, Raccontare la Slovenia. Narratività ed echi della cultura popolare in “Die Ehre Dess Herzogthunms Crain” di J.W.Valvasor, Firenze University press, Firenze 2008;
M. Bidovec – I. Palladino, Johann Weichard von Valvasor (1641-1693). Ein Protagonist der Wissenschaftersrevolution der Fruhen Neuzeit, Bohlau, Wien-Koln-Weimar 2008;
J. Hösler, Slovenia. Storia di una giovane identità europea, Beit, Udine 2008 (Angelo Floramo), pp. 395-399
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* Glosse storiche e letterarie VI (e ultime) [F. Jappelli, Da Praga 1983-1988. Immagini di una topografia letteraria, con un testo di S. Corduas, Firenze 2008; Socialistický realismus Československo 1948-1989 – Socialist realism Czechoslovak 1948-1989 – Realismo socialista Cecoslovacchia 1948-1989, Praha 2008; “Versi sparsi”; “Su Ripellino”; G. Dierna: “Sulla letteratura ceca degli anni Cinquanta, ma non solo: precisazioni storico-letterarie e note metodologiche”, Europa orientalis, 2008 (XXLII), pp. 389-426] (Alessandro Catalano), pp. 400-407
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eSamizdat
Rivista di culture dei paesi slavi
Registrata presso la Sezione per la Stampa e l'Informazione del Tribunale civile di Roma. N° 286/2003 del 18/06/2003 ISSN 1723-4042
Direttore responsabile: Simona Ragusa
A cura di: Alessandro Catalano e Simone Guagnelli
Comitato scientifico: Giuseppe Dell'Agata, Nicoletta Marcialis, Paolo Nori, Jiří Pelán, Gian Piero Piretto, Stanislav Savickij

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