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Lektury inności. Antologia, a cura di M. Dąbrowski – R. Pruszczyński, Dom Wydawniczy Elipsa, Warszawa 2007 (Alessandro Amenta), pp. 374-376
Il comune denominatore dei contributi che compongono questa antologia è costituito dal concetto di “diversità sessuale”, delle sue modalità di analisi come anche delle forme e delle incarnazioni che questa assume in una vasta gamma di testi culturali. Ugualmente importante è la nozione di linguaggio, inteso in senso lacaniano e soprattutto foucaultiano, come strumento del potere ma anche come serie di discorsi che sovvertono l’ordine costituito (i cosiddetti “discorsi di rimando”). Dalle molteplici letture possibili di questo intreccio tra “diversità sessuale” e linguaggio scaturisce un ampio spettro di riflessioni di cui questo volume cerca, almeno in parte, di dar conto.
L’antologia è strutturata in due parti, una comprendente contributi che affrontano gli aspetti teorici, l’altra incentrata invece su analisi di concreti testi culturali.
La prima sezione, intitolata Teatr płci [Il teatro del genere], “presenta testi che mostrano l’abisso esistente tra genere culturale (gender) e sesso biologico (sex), e al contempo mostra lo stretto legame che unisce entrambe queste categorie” (p. 8). Il saggio iniziale di David Glover e Cora Kaplan introduce una serie di nozioni base per poi focalizzarsi sulle strategie linguistiche di Monique Wittig. Seguono due importanti saggi di Judith Butler, la principale teorica queer, incentrati sul concetto di perfomatività. Di questa teoria Tomasz Jarymowicz cerca di proporre una breve sintesi riassuntiva, mentre Lena Magnone tratta del rapporto che la lega alle concettualizzazioni di Lacan. Bożena Chołuj affronta un tema importante e ancora oggetto di discussione quale quello delle differenze tra studi delle donne e studi di genere. Gli altri contributi che compongono questa sezione affrontano uno spettro ampio di tematiche che vanno dall’isteria (Schamma Schahadat), all’incesto (Agata Araszkiewicz) e alla trasgressione nella letteratura modernista polacca (German Ritz).
La seconda sezione, intitolata Homotekstualność [Omotestualità], è incentrata sulla possibilità di interpretazione della letteratura attraverso il prisma dell’omosessualità o, in generale, di una sessualità non normativa. Il saggio di Tomek Kitliński e Paweł Leszkowicz, di carattere teorico-metodologico, è seguito da quelli di nomi storici come Edmund White e Robert Ferro, che trattano della questione specifica della “letteratura omosessuale” e delle sue caratteristiche. Tra i vari contributi di questa sezione, Inga Iwasiów parla dei motivi lesbici nella letteratura polacca contemporanea, Krzysztof Tomasik affronta la questione delle biografie degli scrittori e della loro ricezione, Robert Cieślak si concentra invece sul desiderio omosessuale nella poesia polacca.
Il volume, molto curato nella forma e nei contenuti, possiede un duplice valore. Da un lato costituisce un compendio dal carattere manualistico e antologico che raccoglie testi importanti di studiosi polacchi e stranieri che analizzano da diverse prospettive e con diverse metodologie tematiche centrali nell’analisi del genere e della sessualità. Dall’altro mostra lo stato dell’arte della ricezione degli studi di genere e queer in Polonia, testimoniandone gli stadi di sviluppo. In maniera trasversale rispetto alla struttura bipartita del volume, possiamo quindi proporne una lettura differente.
Le traduzioni di saggi di studiosi occidentali (Judith Butler, David Glover e Cora Kaplan, Barbara Johnson, Edmund White, Robert Ferro) cercano di mettere il lettore polacco a parte delle principali teorie e riflessioni riguardanti le tematiche del genere e della sessualità. La scelta è alquanto eterogenea e passa da testi introduttivi sulla distinzione tra sesso biologico e genere culturale a testi collocabili nell’ambito degli studi gay e lesbici fino ad altri di impronta chiaramente queer. Un secondo gruppo di testi è focalizzato sulla possibilità e sulle modalità di applicazione di questi approcci scientifici al contesto polacco, (Tomasz Jarymowicz, Bożena Chołuj, Inga Iwasiów). Un terzo gruppo di testi è rappresentato da analisi di specifiche problematiche. Accanto agli articoli pionieristici di German Ritz sulla trasgressione sessuale modernista troviamo, ad esempio, saggi sul camp e sul kitsch (Robert Pruszczyński), sulla costruzione dell’omosessualità nel diciannovesimo secolo in base al caso di Oscar Wilde (Tomasz Basiuk), sulla poesia di Eugeniusz Tkaczyszyn-Dycki (Przemysław Pilarski). Questi testi mostrano maturità metodologica e originalità sia nella prospettiva adottata che nei risultati raggiunti. Preponderante è di certo l’ambito letterario come campo di ricerca e l’omosessualità (da pratica autobiografica a forme di sovversione delle norme sociali) come tematica principale.
Un limite del volume è costituito dal fatto che, con un’unica eccezione, contiene solo testi pubblicati in precedenza e pertanto già accessibili al lettore, seppure in molti casi di non facile reperibilità, ad esempio perché apparsi in riviste di nicchia o miscellanee di settore. Se quindi non presenta grandi novità dal punto di vista contenutistico, questa antologia ha però una sua utilità pratica, quella di presentare in un’unica seda una serie di testi fondamentali (accanto ad altri, bisogna dirlo, meno pertinenti) che permettono al lettore (di certo non generalista, ma forse neppure esperto del settore) di orientarsi nell’attuale sviluppo degli studi di genere e queer in Polonia in ottica comparatistica con la loro matrice angloamericana.
I curatori del volume sono anche gli organizzatori della conferenza Lektury płci [Letture sul genere] che ha prodotto, tra le altre cose, una seconda antologia, questa volta contente solo testi originali presentati nell’ambito del convegno, la cui uscita è prevista in concomitanza con quella di questo numero.
eSamizdat
Rivista di culture dei paesi slavi
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