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Pl.it. Rassegna italiana di argomenti polacchi, 2007 (I) (Laura Rescio)
Pl.it (in questo primo numero significativamente intitolata La Polonia tra identità nazionale e appartenenza europea) è un’iniziativa interessante e anche coraggiosa: una miscellanea di notevoli dimensioni interamente dedicata alla Polonia, che non solo affronta tematiche e ambiti classici e ben noti, ma dedica una particolare attenzione alla contemporaneità e ad argomenti nuovi. È una rassegna di ampio respiro che coinvolge gran parte dei più importanti nomi della polonistica, studiosi di spicco vecchi e nuovi. Il volume, frutto di una collaborazione a cui hanno partecipato tutte le più importanti istituzioni polacche di riferimento in Italia – dall’Istituto polacco di Roma all’Accademia polacca delle scienze, dall’Ufficio turistico polacco all’Ambasciata polacca in Italia – è coordinata da Luigi Marinelli e da Paolo Morawski, due nomi emblematici del vasto ambito in cui si muovono gli autori dei contributi presenti in questa corposa pubblicazione. La dedica, quasi doverosa, è alla memoria dello scomparso Ryszard Kapuściński, “cittadino polacco e del mondo” (“Editoriale”, pl.it, 2007 (I), p. 3), nome sommamente rappresentativo della ricchezza della cultura polacca.
Fin dal titolo Pl.it fa riferimento alla modernità più attuale, richiamandosi apertamente al mondo di internet, in cui le due sigle sono domini di primo livello. La grafica è curata e piacevole: nei colori e nella composizione la copertina, una gabbia di filamenti rossi su fondo nero su cui spicca in bianco il titolo, si riallaccia ad aspetti del costruttivismo. Soprattutto, l’intero progetto spicca per la sua ottima leggibilità. Anche i refusi sono davvero pochissimi; è un lavoro prodotto con cura nei contenuti e nella forma. Un unico appunto: le dimensioni della raccolta (quasi seicento pagine), se certamente possono suscitare l’entusiasmo degli appassionati, incuteranno probabilmente una certa soggezione nei “profani”. Il materiale è talmente ricco da far quasi temere che sia difficile mantenere questo livello qualitativo e quantitativo nelle prossime uscite. In ogni caso, molti contributi presenti nella raccolta possono essere letti piacevolmente da tutti gli appassionati di letteratura, cultura e arte, non solo dai polonisti. Mi trovo pienamente d’accordo con l’atteggiamento che traspare da queste frasi:
pl.it si configura come una pubblicazione sulla Polonia “a tutto tondo”, curata da polonisti, storici dell’arte, storici delle idee e della filosofia, linguisti, traduttori, pubblicisti […] pl.it rappresenta un primo modello di pubblicazione culturale e di divulgazione di medio-alto profilo, del tutto svincolata dai dettami e dalle gerarchie politico-accademiche della vecchia slavistica, nell’auspicio che anche in altri paesi, dentro e fuori l’Unione Europea, possano sorgere iniziative del genere (pp. 5-6).
E infatti è proprio un peccato che la Polonia, patria di autori di successo internazionale, introdotti a pieno titolo nella contemporaneità, indiscutibilmente originali e universali come Zygmunt Bauman, Wisława Szymborska, Czesław Miłosz, Krzysztof Kieślowski, Stanisław Lem o il già citato Ryszard Kapuściński (per citare solo alcuni nomi tra i più noti e rimanere nell’ambito temporale più recente), nell’immaginario collettivo risieda in una sorta di nicchia per specialisti, grigia, fredda, polverosa e antiquata, con un pizzico di fascino mitteleuropeo, ma soprattutto piuttosto noiosa e demodé, adatta solo a chi voglia sprofondarsi in una marea di complicati segni diacritici. Non è questa la Polonia e questa raccolta lo evidenzia, restituendoci un’immagine sfaccettata e varia della cultura polacca nei suoi molteplici aspetti (storia, letteratura, filosofia, cinema, arti figurative, musica) e consentendo al lettore di scoprirla e di approfondirla anche in un contesto internazionale. La rassegna è suddivisa in varie sezioni: Cultura letteraria; Traduzioni e letture; Lingua e stile; Linguaggi artistici (sezione che comprende le arti figurative, il cinema e la musica); Storia e società; Italia-Polonia; Luoghi (in questo primo numero il luogo è Varsavia); Profili (sezione dedicata a personaggi di rilievo per la Polonia e per la polonistica, recentemente scomparsi); una vasta sezione dedicata a Recensioni e segnalazioni; Allo specchio: autorecensioni (presentazioni di libri fatte dall’autore stesso); l’importantissima Cercasi editore; Eventi; infine, come commiato, Voci e sguardi d’autore.
Si parte con un bell’inizio, dato da un nome prestigioso come quello di Sante Graciotti, che espone le sue riflessioni sul rapporto tra Polonia ed Europa sotto forma di “divagazioni”, nelle quali prende in considerazione l’identità nazionale polacca come si definisce da sé e in relazione agli altri paesi europei. La sezione dedicata alla Cultura letteraria contiene approfondimenti di alcuni temi classici come il sarmatismo, il polonocentrismo, la collocazione della Polonia rispetto all’Oriente e all’Occidente ma anche nuovi studi ben accetti come il saggio dedicato al postmodernismo e quello dedicato alla poesia per l’infanzia.
Nella sezione delle traduzioni e delle letture le luci vengono puntate sulle riflessioni di due autori famosissimi come Miłosz e Stasiuk rispetto al carattere polacco e all’Europa Centrale. Personalmente, ho apprezzato molto la presenza nella raccolta di molte traduzioni di autori polacchi.
Nella sezione su Lingua e stile è interessante una serie di saggi dedicati all’analisi della cosiddetta nowomowa, il linguaggio manipolato in senso propagandistico.
Mi è piaciuta poi anche l’ampia sezione dedicata ai linguaggi artistici, contenente diversi saggi, arricchiti da immagini di ottima qualità, su un argomento a cui sono affezionata: il manifesto polacco. Troviamo una rassegna dei più importanti artisti (Stasys, Sadowski, Lenica e molti altri) e un approfondimento degli sviluppi più recenti, oltre a una monografia su Henryk Tomaszewski. Questa sezione straordinariamente interessante, oltre a un saggio sul jazz polacco, presenta anche molto materiale sui maestri Kieślowski e Wajda, con delle chicche come la traduzione integrale della tesi di laurea di Kieślowski alla scuola di cinema di Łódź e un interessantissimo documento contenente lettere scritte ad Andrzej Wajda dal suo pubblico e contenenti proposte di soggetti per i suoi futuri film.
Nella sezione Storia e società troviamo un interessante articolo di attualità di Paolo Morawski, che prende spunto dall’affaire Wielgus per esplorare gli avvenimenti post-1989 in un contesto più ampio ed europeo; un’analisi del repubblicanesimo polacco; un saggio sugli archivi della storia polacca del Novecento; un articolo dedicato al generale Anders.
La sezione Italia-Polonia inizia con studi dei rapporti tra Italia e Polonia nei secoli XVI-XVII e dedica un approfondimento a una poco nota antologia di letteratura polacca presentata da Enrico Pappacena sulla rivista I nostri quaderni.
La rubrica Luoghi, in questo volume, pubblica un bel testo di Jarosław Mikołajewski dedicato a Varsavia.
La sezione Profili presenta diversi personaggi che ci hanno lasciato nell’ultimo periodo, alcuni molto prematuramente, tutti diversamente importanti: Stanisław Lem, Ryszard Kapuściński, Andrzej Litwornia, Mauro Martini, Lucio Gambacorta.
Assai ricca la sezione dedicata alle recensioni, dove sono passati in rassegna molti dei testi più importanti apparsi nel panorama editoriale italiano e polacco. Tra questi, la maggior parte di estremo interesse, voglio ricordare in particolare il catalogo della mostra sul costruttivismo polacco (Costruttivismo in Polonia, a cura di S. Parlagreco, Torino 2005), due testi su Wielopole-Wielopole di Kantor (Kantor Wielopole-Wielopole Dossier, a cura di J. Chrobak, S. Parlagreco, V. Valoriani, N. Zarzecka, Roma 2006; Wielopole Skrzyńskie di Tadeusz Kantor, a cura di J. Chrobak, Kraków 2005), Polonia mon amour (Roma 2006) dei fratelli Morawski, le traduzioni di alcuni autori contemporanei come la Grochola, Piątek e Olga Tokarczuk (Katarzyna Grochola, Mai più in vita mia!, Siena 2006; Tomasz Piątek, Il caso Justyna, Milano 2006; Olga Tokarczuk, Che Guevara e altri racconti, Udine 2006), uno studio sui migranti polacchi a cura della Caritas (Polonia. Nuovo paese di frontiera. Da migranti a comunitari, Roma 2006). A questa segue la sezione Allo specchio: autorecensioni, dedicata alla presentazione di un libro da parte dell’autore.
Le due parti successive sono particolarmente importanti. Cercasi editore, opportunamente introdotta da un quadro riassuntivo dei programmi di sovvenzione di cui possono usufruire gli editori di testi tradotti dal polacco, presenta una serie di testi meritevoli di attenzione e di pubblicazione, sotto forma di brevi schede di lettura. Eventi offre invece uno spazio in cui segnalare convegni, commemorazioni, presentazioni e avvenimenti di ogni genere, incentrati attorno al mondo della cultura polacca.
Il volume prende commiato dai suoi lettori con una bella sezione conclusiva, Voci e sguardi d’autore, in cui compaiono interventi originali, presentando in questo numero Helena Janeczek (con un testo pubblicato originariamente su Nazione indiana), Józef Opalski, Salvatore Esposito.
In conclusione, mi sembra che l’operazione compiuta con la creazione di pl.it sia nel complesso molto riuscita per una serie di motivi: per il suo taglio contemporaneo e internazionale, per lo spazio dedicato all’arte e alle traduzioni, per la qualità degli interventi pubblicati, per il suo contributo alla riproduzione del quadro multiforme e variegato della cultura polacca, di cui ritrae l’attualità in fermento situandola in un contesto internazionale; ritengo un suo specifico merito, a cui spero continui a mantenersi fedele, il fatto di essere una rassegna che non si chiude in un ghetto esclusivo e destinato soltanto agli addetti ai lavori, come accade a volte con iniziative di questo tipo. Per la miscellanea sono previste uscite con cadenza annuale. Aspettiamo fiduciosi la prossima uscita (prevista entro il mese di marzo 2008) in cui confidiamo di trovare ancora una volta lo stesso livello qualitativo.
eSamizdat
Rivista di culture dei paesi slavi
Registrata presso la Sezione per la Stampa e l'Informazione del Tribunale civile di Roma. N° 286/2003 del 18/06/2003 ISSN 1723-4042
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