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Indice dell'ultimo numero: eSamizdat 20o6



Altreurope

Le persone che si sono laureate in russo con me, o subito prima di me, o subito dopo di me, nessuno di noi insegna russo o usa in modo continuativo quello che ha imparato all’università.
Subito dopo che mi sono laureato, qualche volta andavo ancora nell’istituto di lingue e letterature straniere dell’università di Parma, una volta il nostro professore ha parlato agli studenti nuovi che dovevano scegliere la lingua quadriennale Se pensate di lavorare con la letteratura russa, gli ha detto, scordatevelo.
C’è da dire però che quello che hai fatto all’università, specialmente la tesi, come si facevan le tesi quando studiavo io, che della gente ci metteva due anni, due anni di studio ininterrotto con dei sei mesi a Mosca San Pietroburgo per raccogliere il materiale, queste cose uno non se ne libera facilmente.
Paolo Nori


Ogni rivista che si rispetti deve avere i suoi momenti di crisi e deve saperli superare, eSamizdat forse lo ha fatto. Rispettando i tempi pubblichiamo, come nostro regalo di natale, il numero unico del 2006, dedicato integralmente alle recensioni. Dal 2007 eSamizdat tornerà alla consueta periodicità, anche se non mancheranno le novità. Intanto ci stiamo dotando di una struttura più solida, l'associazione culturale Altreurope, che consentirà a tutti coloro che apprezzano eSamizdat di sostenerci attivamente ed economicamente (http://www.esamizdat.it/http://www.maldura.unipd.it/samizdat/). Ringraziando come sempre tutti i nostri amici, stavolta in particolare Laura Piccolo per l'aiuto redazionale e Paolo Nori per l'autorizzazione a riprodurre il suo testo, non possiamo che augurarci un futuro ancora più radioso delle belle parole che ci ha dedicato sul numero 77 della rivista russa Novoe Literaturnoe Obozrenie Nataša Mazur (http://magazines.russ.ru/nlo/2006/77/mag44.html). Pur non conoscendola di persona, la vogliamo ringraziare di cuore pubblicamente. A volte ci sono cose che aiutano più di quanto ci si immaginerebbe... Per questo abbiamo pensato che non ci fosse miglior modo per farlo che tradurla e pubblicarla come editoriale di questo numero un po' speciale.
Alessandro Catalano & Simone Guagnelli


La rivista elettronica eSamizdat (www.esamizdat.it) è uno dei progetti scientifici più riusciti e vivaci di cui abbia avuto notizia negli ultimi anni, e visto che i progetti scientifici vivaci sono merce particolarmente rara, mi prenderò la libertà di cominciare, illustrando il retroterra sociale di questa rivista. eSamizdat è stata fondata da due dottorandi italiani, Alessandro Catalano e Simone Guagnelli, che hanno raccolto intorno a sé un gruppo di colleghi di tutto rispetto. Nel sistema d'istruzione italiano il dottorato occupa lo stesso posto di quello russo in Russia, ma il “profilo sociale” del dottorando italiano si differenzia un po' da quello dell'attuale dottorando russo. A cominciare dal fatto che in Italia all'università ci si iscrive dopo e di solito il percorso di studio è più lungo, di conseguenza, al dottorato si accede in età già adulta, ed è impensabile portarlo a termine prima dei trent'anni. I posti dei dottorati di slavistica sono pochi e superare l'esame di ammissione rappresenta la prima tappa verso la successiva carriera accademica. Tutti i dottorandi russisti che ho avuto modo di conoscere parlavano un russo molto buono e avevano trascorso lunghi periodi di soggiorno in Russia, chi per starsene dalla mattina alla sera in un archivio poco riscaldato, chi per frequentare rumorose serate poetiche, a seconda dell'argomento della tesi, che di regola è di alto livello, a prescindere dalle difficoltà presentate dall'argomento e dalla traduzione. Non è chiaro però che fine faccia il “giovane specialista” italiano, una volta discussa la sua tesi, le cattedre di slavistica disponibili infatti sono praticamente inesistenti, e in futuro si profila la minaccia di ulteriori soppressioni. Di conseguenza un numero rilevante di persone di talento e con una preparazione solidissima, ma ormai non più molto giovani, vanno avanti per molti anni svolgendo lavoretti occasionali. In questa situazione sarebbe naturale maledire la propria professione e abbandonarla senza rimpianti. E invece i dottorandi italiani hanno fondato una rivista on line, molto professionale e senza sconti sulla qualità a dispetto del formato elettronico. E, cosa particolarmente gradita a chi è abituato a guardare alla slavistica italiana come a una rigida struttura gerarchica con confini praticamente invalicabili fra i diversi livelli, l'iniziativa dei “figli” ha ottenuto l'approvazione e l'appoggio della generazione dei “padri”. Personalmente, dopo aver passato in rassegna questa rivista, ho avuto la sensazione che persino nelle condizioni di crisi generale, nella slavistica come nell'economia, la nostra disciplina “sopporterà tutto e si aprirà la strada col proprio petto ampio e chiaro” [cit. N.A. Nekrasov, Železnaja doroga, 1864]; e già solo per questo nutro una vivissima e oltremodo sincera simpatia per i dottorandi italiani.
Veniamo ora all'edizione in sé. La rivista ha un sottotitolo: Quadrimestrale di Slavistica creativa. Fino ad ora sono usciti sette numeri: uno nel 2003, tre nel 2004, due (di questi uno è doppio) nel 2005. Gran parte degli articoli è in italiano, ma si accettano anche testi in lingue slave e romanze, in tedesco e in inglese. eSamizdat ha alcune sezioni principali: si inizia con “Dialoghi”, dove vengono pubblicate le interviste con noti slavisti italiani (L. Marinelli, G. Dell'Agata, R. Picchio, N. Kauchtschischwili e altri) e con scrittori russi (Viktor Erofeev, Vladimir Sorokin, D.A. Prigov, E. Limonov e altri). Nel 2005, dopo “Dialoghi”, è stata inserita la nuova sezione “Reportage”, inaugurata dal contributo di Emanuela Bulli da Majdan Nezaležnosti (2005/1). Dopo i materiali di attualità c'è la sezione degli articoli scientifici che colpiscono sia per l'eterogeneità degli interessi scientifici degli autori, che - non ho paura di ripetermi - per l'alto livello professionale. Recensirne soltanto una parte sarebbe ingiusto, recensirli tutti sarebbe superiore alle mie forze, quindi mi limito a elencarli:
2003/1: Simone Guagnelli, “‘Ex inculto ac horrido moscovitico’. Tradizione indiretta della risposta del Terribile a Jan Rokyta“; Massimo Tria, “Le avventure linguistiche del buon soldato Švejk. La lingua come metro di valutazione etica”; Simonetta Simi, “Il passaggio dal paganesimo al cristianesimo in due sermoni antico-russi”; Alessandro Catalano, ”‘Una parola magica e ammaliante’. Il surrealismo ceco nei primi anni del dopoguerra“; Francesca Romoli, “Ioann-Il’ja, primo arcivescovo di Novgorod”; Pavel Helan, “Mussolini e le legioni cecoslovacche”; Roberto Adinolfi, “Alcune interpretazioni in chiave mitologica dei resti fossili“.
2004/1: Catia Renna, “Il dibattito critico degli anni Venti sulla letteratura russa di emigrazione e la ‘nota praghese’: M. Slonim e A. Turincev”; Matteo Bertelè, “Ai margini della pittura sovietica non ufficiale degli anni Settanta e Ottanta: Erik Bulatov”; Alessia Antonucci, “Il corsivo è mio: Viaggio attraverso la memoria di Nina Berberova”; Sergio Mazzanti, “La rinascita religiosa russa d'inizio secolo e l'emigrazione“.
2004/2: Paola Bocale, “Il russo in vetrina. Indagini sulla lingua dei partecipanti a Za steklom”; Alessandro Catalano, ”‘Moltissimi sono i verseggiatori, pochi i poeti’. L'italiano e la letteratura italiana nell'Europa centrale del XVII e XVIII secolo”; Svetlana Samokhina-Trouvé, “Le fantastique dans les ballades de Žukovskij”; Alessandro Amenta, “La produzione dell'identità e il linguaggio del desiderio. Note a margine di Rudolf di Marian Pankowski”; Elena Fedrigo, “Oskar Rabin, pittore ‘realista’”; Federica Visani, “Le slogan politique dans l'anekdot. Réactions linguistiques à la manipulation communicative”; Eleonora Gallucci, “La lingua di Costantino di Preslav. Učitel’noe Evangelie: lingua e tecnica di traduzione“.
2004/3: Contributi del “Seminario italo-francese di studi dottorali in Slavistica”, Roma 23-24 gennaio 2004: Maria Chiara Ferro, “Temi e problemi dell'agiografia russa al femminile nei secoli X-XVII“; Ксения Хендерсон-Стюарт [Xénia Henderson Stewart], О разговорной речи и письменной традиции в русской литеатуре XVII-го века“; Pierre Gonneau, “La chancellerie secrète comme source d'inspiration d'une nouvelle russe? L'affaire Skobeev (mai 1722)”; Bianca Sulpasso, “Il ‘Ciclo di Olsuf’ev’: introduzione ai problemi di catalogazione e lettura dei testi”; Rita Giuliani, “Gogol’ e il Natale di Roma 1837“;Полина Недялкова-Травер [Paulina Nedjalkova Travert], Социальная история питейных заведений в России: общественная роль кабака в жизни деревенской общины (конец XIX начало XX века)“; Francis Conte, “Le chemin de l'âme vers l'au delà dans la culture russe traditionnelle”; Ecatherina Rai Gonneau, “Les éditions de l'histoire et de l'autobiographie de Van’ka Kain (présentation provisoire)”; Maria Bidovec, “Johann Weichard Valvasor: polimata, nonché avvincente narratore nella Carniola del Seicento”; Massimo Tria, “I processi di Mosca e la campagna stalinista contro il formalismo visti da Praga“; Catia Renna, “Boris Jakovenko e la cultura filosofica europea: una ricostruzione biografica“.
2005/1: Maria Grazia Bartolini, “Marina Cvetaeva's ‘Poety’. An Analysis”; Massimo Maurizio, “I primi due cicli di G. Sapgir nel contesto del concretismo russo: la ricerca della parola pura tra assenza e assurdo”; Elena Simonato, “Alfabeto russo: un progetto fallito di latinizzazione”; Laura Sestri, “Ritmo, stile, conservazione. Alcune considerazioni sulla tipologia delle byliny russe”; Ilaria Remonato, “Considerazioni introduttive a una caratterizzazione delle particelle enfatiche in russo”; Eva Krátká, ”‘Noi facciamo l'arte per battere la morte sulla linea del traguardo’. L'arte ceca nel segno della poesia visuale italiana degli anni Sessanta-Ottanta”; Marta Vanin, ”‘Il mio colore preferito è quello che non fa male’: Vladimir Jakovlev all'interno della cultura andegraund moscovita”; Elena Fratto, “Chi vuol essere J. Gagarin? Kitsch, icone sovietiche e sottoculture: l'esperienza dei rejvery“.
2005/2-3. Questo numero è strutturato in modo diverso dai precedenti e, come promettono i redattori, questa nuova struttura diventerà standard. Si apre con la sezione “Temi”, una specie di “rivista nella rivista”, dedicata a un solo tema: questa volta si è trattato della ricezione della tradizione dei cultural studies nella slavistica italiana. I materiali di questa sezione si succedono nel seguente ordine: l'articolo programmatico di Gian Piero Piretto “Prospettive e limiti degli studi culturali nella slavistica italiana”; un'intervista con Michail Epštejn sull'essenza del concetto di “cultural studies” e sulle prospettive delle scienze umanistiche; un'intervista di Gian Piero Piretto su questo stesso tema con Evgenij Dobrenko e Vladimir Papernyj; la traduzione italiana di alcuni lavori di Ju.M. Lotman, D.S. Lichačev, M. Epštejn e V. Papernyj (questi testi sono stati scelti come precursori dello sviluppo dei cultural studies nella russistica). I nuovi esempi dell'applicazione di questo metodo sono raccolti in un gruppo di articoli: Silvia Burini, “Realismo socialista e arti figurative: propaganda e costruzione del mito”; Marco Sabbatini, “Tra il Sajgon e Praga. Il Sessantotto e dintorni a Piter”; Giovanni Moretto, “Politica e cultura dei consumi in Unione sovietica nell'epoca chruščeviana”; Matteo Bertelè, “L'acquisizione di grafica russa presso il Gabinetto delle stampe di Dresda come modello delle relazioni culturali fra Unione sovietica e Repubblica democratica tedesca”; Andrea Lena Corritore, “Divismo e morte nel cinema russo degli anni Dieci: i funerali di Vera Cholodnaja”; Marco Caratozzolo, “La satira antisovietica nel Satirikon di Parigi”; Giulia Dri, “Iconografia e cultura: rappresentazioni di un eroe sovietico, Jurij Alekseevič Gagarin”. In una sezione separata sono inserite le ristampe di articoli di russisti italiani: Giovanni Buttafava, “Soavi Licori. Succhi amari e il riso rosso di Medvedkin”; Gian Piero Piretto, “Un prato di non facile lettura: Bežin Lug di Sergej Ejzenštejn”.
Accanto alla sezione “Temi”, il numero doppio del 2005 include anche un gruppo di articoli, tradizionale per eSamizdat, su temi vari: Raffaella Vassena, “La retorica della persuasione e il modello di Puškin nel Dnevnik pisatelja di Dostoevskij e nei Vybrannye mesta iz perepiski s druz’jami di Gogol’”; Anna Valerio, “La traduzione di cultura: il caso dell'autobiografia di Nabokov”; Massimo Maurizio, “Del mutismo del verso poetico, o il ‘testo vuoto’ e ‘semivuoto’ nell'opera di G. Sapgir”; Irina Kokochkina - Elena Simonato, “L'édification linguistique en Urss et la destinée de la langue tchétchène”; Marco Leoni,“Lo Slovo izbrano: un emblematico trattato antilatino della Moscovia quattrocentesca”; Claudia Pieralli, “La tradizione epica orale delle byliny russe: Mat’ syra zemlja e il culto della terra”; Alessandro Catalano, “La Cecoslovacchia nella guerra fredda: da centro dell'Europa a frontiera dell'Europa dell'est (1945-1959)”; Francesca Ferri, “Le barzellette politiche in epoca sovietica e post-sovietica: opinioni a confronto”; Stefano Bartoni, “Fantascienza e anni Sessanta in Unione sovietica”.
In eSamizdat c'è una sezione dedicata alle pubblicazioni d'archivio. I materiali presentati coprono un arco cronologico molto ampio; qui, ad esempio, compaiono regolarmente documenti della prima metà del XVII secolo, tratti da archivi cechi, relativi a uno dei più interessanti periodi nella storia della Boemia (la cura dei testi è di Alessandro Catalano), sempre qui vengono pubblicati lavori inediti di Angelo Maria Ripellino (curati da Alena Wildová Tosi). Nell'ultimo numero (2005/2-3) è apparsa una riedizione molto interessante del racconto di Georgij Ivanov Дело Почтамтской улицы/L'affare di via Počtamtskaja. Per sfatare le voci, circolate per molti anni, sulla sua presunta partecipazione a un omicidio, consumato, a quanto pare, nella primavera del 1923 nell'appartamento pietrogradese di Georgij Adamovič, Ivanov nel 1956 aveva scritto e inviato a Roman Gul’ un testo nel quale si dava una descrizione particolareggiata dell'omicidio, compiuto - come lui insisteva ad affermare - già dopo la sua partenza dalla Russia, e al quale avrebbe preso parte lo stesso Adamovič. Se sia mai realmente avvenuto “l'affare di via Počtamtskaja”, o se piuttosto ci si trovi di fronte alla macabra fantasia di Ivanov, non è chiaro neanche adesso, ma ora, grazie alla pubblicazione di Simone Guagnelli, si sono resi evidenti il contesto biografico di questo disegno, ricostruito sulla base delle lettere di Georgij Ivanov, Irina Odoevceva e Roman Gul’ conservate nell'archivio di Yale, e i prototipi letterari sui quali si basò Ivanov per descrivere nei minimi dettagli un omicidio cui, come lui stesso assicurava, non aveva potuto assistere.
Nella sezione “Ristampe” trovano spazio i lavori classici degli anni passati; la scelta testimonia il buon gusto e l'acutezza dei curatori. Citerò soltanto alcuni materiali: Giuseppe Dell'Agata, “La questione della lingua presso i cechi: le apologie del ceco nell'ultimo quarto del XVIII secolo”; (2004/1); i primi lavori di Angelo Maria Ripellino (2004/2); Nina Kauchtschischwili, “La funzione artistica dei nomi propri”; Ju.M. Lotman, “L'architettura nel contesto della cultura” (2004/3); Michele Colucci, “Il pensiero linguistico e critico di A.S. Šiškov” (2005/2-3). La premura dimostrata dai giovani “esamizdatiani” verso la tradizione scientifica precedente ha trovato espressione anche nella sezione “Bibliografie”, dove sono apparsi gli indici dei lavori di due noti slavisti italiani: Wolf Giusti (2003/1) e Angelo Maria Ripellino (2004/2).
La vasta sezione “Traduzioni” è pensata, tra l'altro, come mezzo per stabilire un legame tra l'ambiente della slavistica accademica e l'editoria contemporanea, presentando nuovi autori e traduttori. Mi limiterò ad elencare solo le traduzioni dal russo: 2003/1: Gli allegri lucherini di D. Charms (Laura Piccolo); Il fiume Potudan’ di A. Platonov (Stefano Bartoni); 2004/1: Russofobia e altri testi di S. Stratanovskij (Marco Sabbatini); 2004/2: L'Autobiografia di Ju. Tynjanov (Agnese Accattoli); Il governo dei lacchè di V. Kataev (Andrea Lena Corritore); Non ci sono sintomi preoccupanti di I. Varšavskij (Stefano Bartoni); i Poeti di Vavilon (Massimo Maurizio); La disintegrazione dell'atomo di G. Ivanov (Simone Guagnelli); 2004/3: Aria di Elena Muljarova (Marco Dinelli); Lampioni di Gajto Gazdanov (Marco Caratozzolo); 2005/1: Lo scriba veloce di Elena Švarc (Marco Sabbatini); Quattro prose di Osip Mandel'štam (Milly Berrone); Un errore di Gajto Gazdanov (Marco Caratozzolo); 2005/2-3: La soffitta dell'ingegnere di Vadim Kalinin (Daniela Liberti); Traduzioni da Viktor Ivaniv (Massimo Maurizio).
Più clamore ha sollevato la sezione “Ankety”. Ad una di queste ankety, dal titolo entusiasmante “`Nelle profondità delle cave siberiane': il dottorato di ricerca e la slavistica” (2004/2), hanno risposto 29 dottorandi che non hanno avuto paura di esprimere la propria imparziale, e solo in rari casi anonima, opinione sui problemi presentati da questa istituzione. Nel primo numero del 2005 sono state pubblicate le risposte di 15 docenti universitari con il titolo “Tra idealismo utopistico e dissoluzione dell'università. Il dottorato e la slavistica II“. Non starò a giudicare se queste pubblicazioni siano state “un temporale purificatore”, ma le proporzioni del problema sono sicuramente emerse.
Ogni numero si conclude con un'ampia sezione dedicata alle recensioni. Fino ad ora in eSamizdat sono state recensite circa 150 edizioni tra le quali ci sono lavori scientifici su argomenti di slavistica, opere di letteratura, tanto nelle diverse lingue slave quanto nelle relative traduzioni in italiano.
Il sito www.esamizdat.it presenta una bella grafica e una buona ed efficiente struttura, agile e comoda nella navigazione. Oltre alla versione elettronica la rivista esce anche in formato cartaceo: la tiratura delle copie stampate è determinata dal numero delle richieste alla redazione.
Oltre a un indubbio valore scientifico, eSamizdat rappresenta un'esperienza sociale molto importante. Questo progetto non ha sponsor, né finanziamenti esterni, né sostegni istituzionali; è apparso grazie all'energia e alla passione professionale di due giovani e gode ora di larghissima richiesta. Nell'internet russo da molto tempo si discute sulla possibilità di creare un'edizione on line indipendente dedicata agli studi letterari russi. Quello che noi progettavamo, loro l'hanno realizzato. E per questo vanno ringraziati molto.
Nataša Mazur

Recensioni
pp. 11-120
* R. Petrović, Il fallito modello federale della ex Jugoslavia, a cura di Rita Tolomeo, Rubbettino Editore, Catanzaro 2005. (A. Floramo) pp. 11-16
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* J. Topol, Lavoro notturno, traduzione di L. Angeloni, Azimut, Roma 2006. (A. Catalano) pp. 16-18
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* O. Tokarczuk, Che Guevara e altri racconti, a cura di S. De Fanti, Forum, Udine 2006. (A. Amenta) pp. 18-22
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* O. Slavnikova, L'immortale, traduzione di G. Perugini, Einaudi, Torino 2006. (S. Guagnelli) pp. 22-24
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* M. Viewegh, Romanzo per donne, traduzione di Alessandro Catalano, Instar libri, Torino 2006. (M. Tria) pp. 24-25
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* A. Makine, La donna che aspettava, traduzione di A. M. Ferrero, Einaudi, Torino 2006. (M. Caratozzolo) pp. 25-27
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* J. Kratochvil, Nel cuore delle notti un canto, traduzione di A. Mura, Anfora, Milano 2005. (M. Tria) pp. 27-29
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* J. Hašek, Racconti, traduzione di S. Corduas, Mondadori, Milano 2006. (M. Tria) pp. 29-31
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* J. Jedlička, Nel mezzo del cammin di nostra vita, traduzione di L. Fiorica, postfazione di M. Špirit, con una nota di A. Wildová Tosi, Forum, Udine 2006. (A. Catalano) pp. 31-33
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* J. Mikołajewski, Tè per un cammello, traduzione di S. De Fanti, prefazione di A. Camilleri, Forum, Udine 2005. (A. Amenta) pp. 33-35
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* D. Hodrová, Sotto le due specie, traduzione e nota di A.M. Perissutti, Forum, Udine 2005. (M. Tria) pp. 33-37
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* "La collana OltrE: i primi tre anni", (A. Wildová Tosi) pp. 37-42
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* G. Herling-Grudziński, Il pellegrino della libertà, introduzione e cura di M. Herling, L’ancora del mediterraneo, Napoli 2006. (A. Ajres) pp. 42-43
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* T. Piątek, Il caso Justyna, traduzione di L. Pompeo e G. Kowalski, Anfora, Milano 2006. (L. Pompeo) p. 43
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* I. Stogoff, mASIAfucker, traduzione di M.A. Curletto, Isbn Edizioni, Milano 2006. (S. Bartoni) p. 44
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* J. Weiss, Il palazzo a mille piani, traduzione di C. Baratella, Santi Quaranta, Treviso 2005. (A. Catalano) pp. 44-46
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* K. Grochola, Mai più in vita mia, traduzione di B. Delfino, Barbera, Siena 2006. (L. Masi) pp. 46-47
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* Ju. Družnikov, Angeli sulla punta di uno spillo, traduzione di F. Aceto, Barbera, Siena 2006. (M. Berrone) pp. 47-48
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* W. Gombrowicz, Diario. Volume I (1953-1958), a cura di F.M. Cataluccio, traduzione di V. Verdiani, Feltrinelli, Milano 2004. (R. Capacciola) pp. 48-53
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* "Una neonata che ci regala pesci d'aprile"
J. Kolář, V. Fuka, Il signor Pescedaprile, traduzione di V. de Tommaso, Poldi libri, Porto Valtravaglia (VA) 2005. (S. Corduas) pp. 53-54
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* A. Radiščev, Viaggio da Pietroburgo a Mosca, traduzione di B. Sulpasso, Voland, Roma 2006. (I. Remonato) pp. 54-55
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* A. Stasiuk, Jadąc do Babagad, Wydawnictwo Czarne, Wołowiec 2004. (A. Ajres) pp. 55-57
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* P. Giedrowicz, Bessa~Lala, Wydawnictwo Dolnośląskie, 2005. (L. Masi) pp. 57-58
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* D. Vogel, Akacje kwitną, Wydawnictwo Austeria, Kraków 20062. (L. Rescio) pp. 58-60
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* N. Nedeva, Darenieto, Korporacija Razvitie KDA, Sofia 2001. (R. Adinolfi) pp. 60-63
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* Oberiu. An Anthology of Russian Absurdism, a cura di E. Ostashevsky, Northwestern University Press, Evanston Illinois 2006. (G. Greppi) pp. 63-64
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* “Vozduch: la rivisitazione delle riviste e il librarsi dei libri”. (M. Maurizio) pp. 64-69
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* “Otto poeti russi”, a cura di A. Niero, In forma di parole, 2005 (XXV), 2. (M. Maurizio) pp. 69-72
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* V.L. Puškin, Stichotvorenija, Giperion, Sankt-Peterburg 2005. (G. Giuliano) pp. 72-74
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* V. Papernyj, Kul´tura Dva, Novoe literaturnoe obozrenie, Moskva 20062. (A. Lena Corritore) pp. 74-77
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* J.B. Michlic, Poland’s Threatening Other. The Image of the Jew from 1880 to the Present, University of Nebraska Press, Lincoln and London 2006. (L. Quercioli Mincer) pp. 77-79
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* L. Losev, Iosif Brodskij. Opyt literaturnoj biografii, Molodaja gvardija, Moskva 2006. (A. Niero) pp. 80-83
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* N. Lebina, Enciklopedija banal´nostej. Sovetskaja povsednevnost´: kontury, simvoly, znaki, Dmitrij Bulanin, Sankt-Peterburg 2006. (A. Lena Corritore) pp. 83-86
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* S. Dickinson, Breaking Ground. Travel And National Culture in Russia from Peter I to the Era of Pushkin, Rodopi, Amsterdam-New York 2006. (M. Sabbatini) pp. 86-87
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* A. Šenle, Podlinnost' i vymysel' v avtorskom samosoznanii russkoj literatury putešestvij. 1790-1840, traduzione dall’inglese di D. Solov'eva, Akademičeskij proekt, Sankt-Peterburg 2004. (I. Remonato) pp. 87-89
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* Omosessualità e Europa. Culture, istituzioni, società a confronto, a cura di A. Amenta e L. Quercioli Mincer, Lithos, Roma 2006. (L. Masi) pp. 89-92
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* A. Politkovskaja, La Russia di Putin, traduzione di C. Zonghetti, Adelphi, Milano 2005; E. Limonov, Limonov protiv Putina. Takoj president nam ne nužen, Moskva 2005. (M. Dinelli) pp. 92-95
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* D. Ugrešić, Vietato leggere, traduzione di M. Djoković, Edizioni Nottetempo, Roma 2005. (L. Pompeo) pp. 95-96
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* P. Deotto, Stanitsa Tèrskaja. L'illusione cosacca di una terra (Verzegnis, ott 1944 - mag 1945), prefazione di M. Flores, Gaspari Editore, Pasian di Prato 2005. (C. Cecchini) pp. 96-97
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* A Belyj, Glossolalia. Poema sul suono, traduzione di G. Giuliano, Medusa, Milano 2006. (M. Sabbatini) pp. 97-99
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* A. Belyj - P. Florenskij, L' arte, il simbolo e Dio. Lettere sullo spirito russo, traduzione e cura di G. Giuliano, Medusa, Milano 2004. (A. Maccioni) pp. 99-100
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* N. Valentini, Pavel A. Florenskij, Morcelliana, Brescia 2004. (A. Maccioni) pp. 100-101
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* A. Parmeggiani Dri, Scritti sulla pietra. Voci e immagini dalla Bosnia ed Erzegovina fra medioevo ed età moderna , Forum, Udine 2005. (A. Floramo) pp. 101-103
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* T. Olszanski, E Adesso mio fratello t'ammazzerà, traduzione di A. Fonseca, Zane Editrice, Melendugno (Le) 2003. (A. Andolfo) p. 103
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* A.J. Evans, A piedi per la Bosnia durante la rivolta, traduzione e saggio di N. Berber, Edizioni Spartaco, Santa Maria Capua Vetere (Ce) 2005. (L. Pompeo) pp. 103-105
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* M. Caratozzolo, La Russia allo specchio. Cultura, società e politica dell'emigrazione russa a Parigi negli anni Trenta, nota introduttiva di R. Casari, L'Harmattan Italia, Torino 2006. (S. Guagnelli) pp. 105-107
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* R. Medvedev, Jurij Andropov: neizvestnoe ob izvestnom, Vremja, Moskva 2004. (S. Bartoni) pp. 107-108
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* Ž. Medvedev – R. Medvedev, Stalin sconosciuto, Feltrinelli, Milano 2006. (S. Bartoni) pp. 108-110
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* "Mio padre ha visto il primo uomo andare sulla luna?"
Ju. Muchin, “AntiApollon”. Lunnaja afera SŠA, Jauza Eksmo, Moskva 2006. (S. Bartoni) pp. 110-112
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* “Drugoe iskusstvo”. Moskva, 1956-1988, a cura di I. Alpatova, Galart-Gosudarstvennyj Centr Sovremennogo Iskusstva, Moskva 2005. (M. Vanin) pp. 112-113
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* A. Boscolo, Le trasformazioni urbane di Varsavia nel Novecento. Una guida bibliografica, con saggi introduttivi di M. Marchi e C. Tonini, Carocci editore, Bologna 2005. (L. Masi) pp. 113-115
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* A. Wildová Tosi, Bibliografia delle traduzioni e studi italiani sulla Cecoslovacchia e la Repubblica Ceca (1978-2003), Bulzoni, Roma 2006. (A. Catalano) p. 115
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* Slovník slovesních, substantivních a adjektivních vazeb a spojení, a cura di N. Svozilová – H. Prouzková – A. Jirsová, Academia, Praha 2005;
Praktyczny słownik łączliwości składniowej czasowników polskich, a cura di S Mędak, Universitas, Kraków 2005. (A. Trovesi) pp. 116-119
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* D.S. Baldaev, Tatuirovki zaključennych, Limbus Press, Sankt-Peterburg 2001 (ristampa 2006). (C. Caccialanza) pp. 119-120
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eSamizdat
Rivista quadrimestrale (peer-reviewed) di culture dei paesi slavi
Registrata presso la Sezione per la Stampa e l'Informazione del Tribunale civile di Roma. N° 286/2003 del 18/06/2003 ISSN 1723-4042
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A cura di: Alessandro Catalano e Simone Guagnelli
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