Angelo Maria Ripellino
Gli esordi di uno slavista
"Innokentij Annenskij", "Aleksandr Blok", "Le Quattro sciabole di Luigi Salvini", "La figlia del capitano di Aleksandr Puškin"
[1942-1943]
Presentazione di Alena Wildová-Tosi

eSamizdat 2004 (II) 2, pp. 135-145
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Alena Wildová-Tosi

"Alla scoperta di Ripellino"


Il lavoro lungo, noioso e spesso frustrante di un bibliografo porta a volte a scoperte gratificanti, magari del tutto casuali. Verificando alcuni dati bibliografici sulle traduzioni di Luigi Salvini di alcuni poeti cechi mi sono imbattuta, sulle pagine della rivista Maestrale, in due brevi poesie firmate Angelo Ripellino (allora non era ancora Angelo Maria): Canto sotto la pioggia e Uomini che dormono. Da sottolineare che l'anno di pubblicazione era il 1941 e portava quindi a un Ripellino appena diciottenne. La curiosità mi ha spinto a scorrere tutte le annate (1940-1943) di questa Rivista mensile di poesia e di cultura, che riproduceva fotografie di arte italiana contemporanea e pubblicava articoli e recensioni di Vito Pandolfi, Gianni Testori, Giacinto Spagnoletti, Ruggero Jacobbi, Bonaventura Tecchi, Carlo Bernari e altri. Nella successiva annata 1942 Ripellino vi pubblicherà (in buona compagnia accanto a Umberto Saba, Ezra Pound, Salvatore Quasimodo e Pablo Neruda) altre due poesie, intitolate Paradiso delle cicale ed Epigrafe su Ettore di Troia. Ma ancora prima, nel febbraio del 1942, sempre su Maestrale, era uscito un suo lungo articolo sull'antologia di poeti ucraini dovuta a Luigi Salvini dal misterioso titolo "Le quattro sciabole" di Luigi Salvini, che è quindi probabilmente il suo primo saggio specialistico di slavistica. Gli interessi letterari del giovane Ripellino cristallizzarono lentamente: del dicembre 1942 è ad esempio una lunga recensione sulle ultime raccolte di Cardarelli, Stefanile, Valentini, Bargagli e Beltrami, intitolata Cardarelli e altri poeti. Particolarmente significativo per il futuro russista (ma come si potrà constatare leggendo i testi, in realtà lo era già all'epoca) è poi un ampio saggio dedicato a Aleksandr Blok, che rivela una cultura sbalorditiva per uno studioso così giovane: viene citata la letteratura critica e brani di poesie e i riferimenti vanno da Keats, Mallarmé, Shakespeare e Blake fino a Fet, Balmont, Rilke, Brjusov e Dehmel. Si tratta, almeno per il momento, del primo saggio noto di Ripellino sulla poesia russa. Anche il secondo saggio dedicato alla poesia russa, intitolato Innokentij Annenskij e uscito sempre su Maestrale contiene la traduzione di due poesie, Malinconia fuggente e Decorazione, oltre che di alcuni altri brani. Con la scoperta di questi nuovi testi su Maestrale la bibliografia di Angelo Maria Ripellino viene retrodatata fino al 1941 per la poesia e al 1942 per i saggi, aprendo nuove prospettive per chi vuole inoltrarsi nel laboratorio creativo di Ripellino.
[ottobre 2003]

PS Mai pensare di aver trovato qualcosa di veramente nuovo: la mia gioia nello “scoprire”, sulla rivista Maestrale, alcuni testi giovanili di Angelo Maria Ripellino ha avuto breve durata. Nella prefazione a una recente raccolta di scritti ripelliniani sull'arte, il curatore A. Nicastri menziona infatti un articolo di Francesco De Nicola, apparso vent'anni fa sulla rivista catanese Lunarionuovo. In quell’articolo De Nicola si occupa di Adriano Grande, fondatore di Maestrale, dell’ambiente culturale romano dell’epoca e della rivista stessa e nelle citate poesie individua “alcuni indizi del futuro Ripellino”. Menziona poi brevemente la recensione all'antologia di narratori ucraini, per poi offrire un'analisi più approfondita, da italianista, dell'articolo cumulativo Cardarelli e altri poeti. L'attenzione principale di De Nicola è rivolta ai due saggi di letteratura russa, dedicati, com’è stato detto, a Blok e ad Annenskij, a proposito dei quali dichiara fin dall’inizio che “saranno gli studiosi di letteratura russa a valutare gli effettivi apporti critici di questi due giovanili interventi di Ripellino”, ma non rinuncia per questo a sottolinearne alcuni aspetti importanti. Parlando del saggio Aleksàndr Blok, De Nicola sottolinea la simbiosi tra poeta e critico già riscontrabile nel giovane autore, confronta alcune soluzioni traslatorie del 1942 con le traduzioni successive e rileva in particolare il fatto che Ripellino vi “anticipa alcune affermazioni critiche che ritorneranno nell'ampia introduzione che nel 1960 premetterà alla sua antologia di poesie di Blok”. A proposito del secondo saggio d'argomento russo, Innokentij Annenskij, De Nicola passa in rassegna i nomi e i temi toccati, rimarca “la solida cultura poetica moderna e contemporanea di Ripellino” e “la sua buona conoscenza dei tragici greci” e, menzionando il richiamo al pittore Böcklin, sottolinea che “questa apertura alle arti figurative nel saggio giovanile di Ripellino su Annenskij anticipa una delle più originali caratteristiche della sua più matura attività critica”. A De Nicola e alla sua tenacia dobbiamo anche il recupero di un ritratto inedito del giovane Angelo, scovato in una lettera che la moglie di Adriano Grande, la giornalista e scrittrice Lola Bocchi, aveva scritto a Giovanni Descalzo, uno dei primi collaboratori di Maestrale e amico di Grande. Nella lettera, datata 6 maggio 1942, a proposito dei collaboratori della rivista che frequentavano la sua casa-redazione, la Bocchi descriveva Angelo Ripellino come “un ragazzo (siciliano) di 19 anni che conosce il russo, il polacco, l'olandese, il rumeno; e studia lettere: molto enfant prodige, insomma, ma simpatico”.
[gennaio 2004] .



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