Wolf Giusti
Dalla poesia ideologica alla poesia pura in Cecoslovacchia
[1929]
eSamizdat 2003 (I), pp. 111-118
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[Dall'incipit dell'articolo]

Questo primo trentennio di secolo ha segnato delle profonde trasformazioni nella poesia ceca, trasformazioni che ci sorprendono a prima vista per il loro radicalismo e per la rapidità con cui si sono svolte. Invano cercheremmo di capirne le cause e il significato, senza rivolgere la nostra attenzione agli avvenimenti politici e sociali che li hanno accompagnati. Ho già avuto varie volte occasione di ricordare come la "tendenza" e "l'orizzonte limitato" siano stati spesso considerati dalla critica estera come elementi negativi nella letteratura ceca. Ma bisogna fare subito qualche necessaria differenziazione, perché non si può senz'altro definire come letteratura "locale" o "tendenziosa" tutto quello che porti le caratteristiche di un determinato paese o di una determinata epoca. Se dobbiamo chiedere a ogni letteratura un necessario slargamento umano di situazioni e di stati d'animo, occorre chiedere d'altro lato anche quell'ugualmente necessario sforzo da parte del lettore straniero per penetrare nell'ambiente, nella mentalità, nelle aspirazioni di un determinato popolo. Altrimenti uno straniero dovrebbe respingere come "tendenziosi" e come "legati a un orizzonte locale" anche un Mickiewicz o un Carducci, il che (prescindendo dal carattere contingente di una parte più o meno notevole dell'opera lasciataci da questi poeti) sarebbe assai ingiusto ed erroneo. Non è insomma possibile di studiare la letteratura ceca nei suoi sviluppi e tanto meno di confrontarla (come parecchi critici cechi hanno fatto) con le altre letterature slave, senza tener conto della posizione geografica, della storia, dei problemi nazionali e sociali del popolo ceco.
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