M. Gurgul, A. Klimkiewicz, J. Miszalska, M. Wożniak
Polskie przekłady włoskiej poezji lirycznej od czasów najdawniejszych do 2002 roku. Zarys historyczny i bibliograficzny
Universitas, Kraków 2003
(Recensione di Leonardo Masi)
eSamizdat 2004 (II) 1, p. 200
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Ci stupisce in positivo la pubblicazione da parte di una grande casa editrice di un'opera come questa. Non crediamo che in termini di copie vendute questo studio possa raggiungere numeri da capogiro, ma di certo farà la gioia degli slavisti italiani e degli italianisti polacchi. Compilato da quattro studiose di Cracovia, città nella quale si trova l'università attualmente più vivace per quanto riguarda gli studi italianistici in Polonia, il saggio contiene un'introduzione che ospita la cronaca delle alterne fortune dei nostri poeti in quelle terre (ne risulta che il primo a cimentarsi in traduzioni poetiche dall'italiano sia stato Sebastian Grabowiecki, che nel 1590 pubblicò una sua versione delle Rime spirituali di Gabriele Fiamma). Segue l'elenco in ordine alfabetico degli autori tradotti. Esclusi dalla bibliografia, oltre alle opere di teatro in versi, anche La Divina Commedia, l'Orlando Furioso e la Gerusalemme liberata per motivi non ben giustificati. Escluse anche le traduzioni di opere italiane tradotte in polacco da un'altra lingua.
Uno studio come questo può essere letto in diversi modi. È innanzi tutto un prezioso strumento di consultazione; ma può essere divertente anche solo spulciare, piluccare qua e là di tanto in tanto e scovare le tante chicche e curiosità che si nascondono in queste pagine. Stupirà così talvolta il grande numero di traduzioni di poeti in Italia poco conosciuti o dimenticati: si tratta spesso di autori di componimenti sulla Polonia e sulla sua storia (il seicentesco Vincenzo da Filicaia, ad esempio) o di italiani per vari motivi vicini alla Polonia (si scopre che lo slavista Nullo Minissi ha scritto poesie, pubblicate in traduzione in Polonia, ma non in Italia). Tra le molte traduzioni d'autore citiamo solo due "chicche": una versione mickiewiciana del 1827 di Chiare fresche et dolci acque e l'esperimento di affidare nel 1961 una raccolta di poesie di Salvatore Quasimodo, fresco di Premio Nobel, all'interpretazione di ``traduttori'' come Broniewski, Jastrun, Iwaszkiewicz, Przyboś, Ważyk e altri.

 
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