E.T. Saronne, A. Alberti
Chi sono gli slavi?
CLUEB, Bologna 2002
(Recensione di Ombretta Gorini)
eSamizdat 2004 (II) 3, pp. 254-255
Scarica il Pdf di tutte le recensioni di questo numero
Un titolo programmatico apre questo breve volume, che vede la collaborazione di E.T. Saronne e A. Alberti e si rivolge alle matricole di Letteratura russa e di Slavistica, nonché a quanti abbiano interesse, personale o professionale, per il mondo slavo. Un punto interrogativo, una domanda a cui il libro non intende, nelle sue 123 pagine, fornire risposte esaustive, e che rimane quindi aperta a quanto il lettore, dopo questo sguardo sulla storia, la lingua, le tradizioni e la religione dei popoli slavi, vorrà approfondire. Questo carattere di panoramica generale e spunto di riflessione viene sottolineato fin dalla presentazione, che ribadisce l'impossibilità di condensare in un numero di pagine tanto ridotto un intero mondo, con tutte le sue peculiarità.
Il primo capitolo presenta la storia delle popolazioni slave dai primordi alla conversione al cristianesimo, e ripercorre le prime migrazioni, i contatti con le altre popolazioni barbariche e con l'impero bizantino, la formazione dei primi stati slavi nel VII secolo dopo Cristo, fino ad arrivare all'invasione mongolica della Rus' (secoli XI-XIII).
Il secondo capitolo delinea la formazione degli stati nazionali slavi, con un primo paragrafo dedicato alle potenze nazionali affermatesi nei secoli XIV-XV (russi, polacchi e cechi) e un secondo dedicato alle altre popolazioni slave (slovacchi, serbo-lusaziani, sloveni, croati, serbi, bosniaco-erzegovesi, montenegrini, bulgari e macedoni), che non hanno conosciuto una vera e propria autonomia, o che hanno dato vita a formazioni statali effimere, o che sono state soggette a prolungate dominazioni straniere. Un terzo paragrafo ripercorre la nascita degli stati nazionali slavi moderni e si chiude con un'utile tavola sinottica che riepiloga gli avvenimenti rilevanti, per i singoli stati, fino agli anni '90 del secolo scorso. Un'ulteriore cronologia dettagliata, dal 1306 al 2001, viene fornita in coda al volume (p. 91-111).
Nel terzo capitolo, Alberto Alberti fornisce dati sull'immigrazione slava in Italia e la sua distribuzione in termini di paesi di provenienza e stanziamento sul territorio nazionale. Offre inoltre un confronto con gli altri gruppi etnici presenti nel paese, dati sulla collocazione nel mondo del lavoro e sulle attività extra-legali, chiudendo con un riassunto della situazione delle adozioni internazionali.
Il quarto capitolo, dedicato all'aspetto linguistico del mondo slavo, è forse quello che maggiormente risente del poco spazio a disposizione. In nove pagine (53-61) non è certo possibile offrire un quadro esauriente di fenomeni complessi, che si estendono lungo un arco storico di diversi secoli e hanno dato e danno adito a dibattiti tuttora aperti, quale quello sul rapporto tra il paleoslavo e le lingue nazionali. Se ne duole lo stesso autore, che presenta sin dalle prime righe il discorso come "necessariamente approssimativo". La stringatezza dell'esposizione, del resto, potrebbe portare il lettore a travisare affermazioni quale quella che apre il paragrafo dedicato a "La lingua della Chiesa e delle letterature antiche", dove leggiamo che "la lingua slava più antica è quella bulgaro-macedone". Il capitolo è integrato da un'Appendice (pp. 114-123), che offre utili schemi di classificazione delle lingue slave e delle loro prime attestazioni, corredati da cartine che ne illustrano le aree di diffusione.
Il quinto capitolo presenta le tradizioni popolari del mondo slavo. Nel primo paragrafo, ci si sofferma particolarmente sulla poligamia e sui ratti di fanciulle presso le fonti, attestati anche nelle cronache, evidenziando però il carattere tutt'altro che passivo della donna nella Slavia, esemplificato sia nella tradizione orale che nelle vicende storiche. Nel secondo, vengono brevemente presentate le byline russe, in merito alle quali si rimanda ad altri volumi dello stesso autore.
Gli ultimi due capitoli trattano l'aspetto religioso del mondo slavo, a partire da cenni sul paganesimo e proseguendo con l'esposizione dell'avvento del cristianesimo, ulteriormente schematizzata in un'utile cronologia degli avvenimenti. A questo segue la trattazione dell'ortodossia, a opera di Alberto Alberti, suddivisa in un profilo storico, con schemi sinottici per i diversi paesi slavi, una descrizione della situazione odierna delle Chiese ortodosse e della struttura ecclesiastica, un'elencazione delle particolarità dogmatiche rispetto al cattolicesimo e un ultimo paragrafo dedicato alle caratteristiche peculiari della spiritualità e della liturgia ortodossa.
Per concludere, Chi sono gli slavi? è un volume di indubbio interesse per quanti si avvicinino allo studio delle culture slave, e può risultare comodo anche per chi, tra gli addetti ai lavori, voglia ripercorrere brevemente le tappe fondamentali che hanno portato all'assetto odierno di quest'area dell'Europa. La struttura delle informazioni è chiara e consequenziale, pur con qualche ripetizione, e non viene compromessa da una cura editoriale non propriamente eccelsa, di cui sono indice un certo numero di refusi, concentrati nel capitolo dedicato all'aspetto linguistico, e la presenza di punti interrogativi diffusi e non motivati nella cronologia finale.

 
© eSamizdat 2003-2016, Alessandro Catalano e Simone Guagnelli