Viktor Pelevin
DPP(NN). Dialektika Perechodnogo Perioda (iz Niotkuda v Nikuda). Izbrannye proizvedenija
Eksmo, Moskva 2003
(Recensione di Marco Dinelli)
eSamizdat 2004 (II) 1, pp. 183-184
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Negli anni Novanta il discorso nuovorusso, o, in altre parole, il macrotesto costituito dal corpus delle barzellette sui nuovi russi, era generato dall'incontro sodomitico, simboleggiato dallo scontro automobilistico sotto forma di tamponamento, di due figure emblematiche della Russia contemporanea: il proprietario di un'automobile Zaporožec, rappresentante del popolo ed espressione dell'elemento debole, buono e strampalato dell'anima russa (il cui archetipo si può rintracciare nel personaggio delle fiabe popolari Ivan lo Scemo), e il nuovo ricco in Mercedes, incarnazione di quell'elemento forte, spietato e invincibile che un tempo era personificato dai bogatyri delle byliny.
Nella sensibilità popolare il terzo millennio in Russia viene inaugurato da uno slittamento di ruoli: "a un incrocio una mercedes 600 tampona una volga nera con i vetri scuri. Un bandito scende dalla mercedes, comincia a frantumare i vetri della volga con il calcio di un fucile, ma poi vede che dentro l'automobile c'è un colonnello dell'FSB [Federal'naja služba bezopasnosti, i servizi segreti russi]: 'Compagno colonnello, io busso, ma lei non apre... dov'è che devo portare i soldi?'"
Questa barzelletta rappresenta una sorta di punto zero del folklore contemporaneo, un unicum che non può generare altre barzellette a tema poiché il suo significato è quello di una svolta epocale, "una rivoluzione della coscienza". Così la pensa Mjus (in russo appare come la trascrizione in cirillico dell'inglese Meowth, il nome di un pokemon), protagonista femminile di Čisla [Numeri], il romanzo che apre, dopo la breve Elegija 2, il volume intitolato DPP(NN), ovvero Dialektika Perechodnogo Perioda iz Niotkuda v Nikuda [Dialettica del Periodo di Transizione da Nessunluogo a Nessundove]. A quattro anni dall'uscita di Generation P (tradotto in italiano con il titolo Babylon), Viktor Pelevin ricompare con una raccolta di prose inedite. A Čisla segue Makedonskaja kritika francuskoj mysli [Critica macedone del pensiero francese], pseudosaggio critico sulle bizzarre teorie di Nasych Nafikov detto Kika, "tipico nuovorusso dell'epoca dell'accumulazione originaria del karma" secondo cui le forze vitali dei morti dell'Unione sovietica sarebbero state convertite nel capitale della nuova Russia. I tre racconti Odin vog [Un vogue], una parodia del discorso della moda, Akiko, in cui la voce narrante è quella di un sito porno giapponese, e Fokus-gruppa [Focus group], dialogo tra sette defunti e l'Essenza Luminosa, concludono la parte intitolata Mošč' velikogo [Potenza dell'eccelso]. Chiudono la raccolta altri due racconti, Gost' na prazdnike Bon [Ospite alla festa Bon], riflessioni di un indefinito personaggio sulla bellezza e sulla morte e Zapis' o poiske vetra [Appunto sulla ricerca del vento], lettera dalle atmosfere zen di uno studente al suo maestro sull'impossibilità di scrivere il Libro della Via, che rientrano nella sezione Žizn' zamečatel'nych ljudej [Vita di persone straordinarie].
Pelevin si riconferma cantore della Mosca odierna: in Čisla, il testo più riuscito della raccolta e centro gravitazionale del libro, la trama si snoda sullo sfondo di quella rivoluzione della coscienza di cui parla Mjus: l'elemento forte prende le fattezze del potere occulto dei servizi segreti (tema anche dello scandaloso Gospodin Geksogen [Il Signor Hexogen] di Aleksandr Prochanov) che assoggetta il nuovo russo, spodestandolo della sua aura mitologica nell'immaginario collettivo della società postsovietica.
Fin da bambino, Stepa è attratto dalla cifra 34. Questo numero-feticcio diventa presto l'unico punto di orientamento della sua vita, una sorta di divinità illusoria costruita dal suo intelletto, al cui carisma Stepa si abbandona totalmente. Stepan Michajlov diventa un banchiere di successo. Lavora sotto la protezione della mafia cecena ma poi è costretto a passare sotto quella dell'FSB, e in particolare del capitano Lebedkin (ovvia l'allusione al capitano Lebjadkin dei Demoni). Inizia una relazione amorosa con Mjus, sua dipendente e studiosa del folklore contemporaneo, che lo convince a identificarsi nel pokemon Pikachu. Trova una guida spirituale in Prostislav, informatore dell'FSB, che gli fa conoscere il Libro dei Mutamenti. Dopo aver individuato nel banchiere gay Srakandaev (sraka è termine volgare per "sedere"), in quanto legato al numero 43, il suo antagonista ideale, Stepa decide di ucciderlo, ma dopo una serie di peripezie finisce per avere con lui un rapporto sessuale in un locale di San Pietroburgo sotto lo sguardo attento di un ritratto di Putin. Tornato a Mosca, scopre che Mjus è partita e che in sua assenza ha trasferito un'ingente somma di denaro originariamente destinata a Lebedkin sul conto di un'altra banca. Per recuperare i soldi si rivolge a Srakandaev che promette di aiutarlo, senonché questi muore accidentalmente prima che Stepa riesca a raggiungerlo. Stepa alla fine troverà il modo di uscire da questo apparente vicolo cieco.
Come sempre il materiale di lavoro prediletto da Pelevin è la cultura di massa, dalla barzelletta allo slogan pubblicitario, dalla numerologia da baraccone alla canzone pop, dai pokemon ai computer game, e come sempre lo scrittore riesce non solo a divertire con calembour e lampi di ironia, ma anche a fare ciò per cui ha un indubbio talento (che per altri, invece, rappresenta un limite della sua opera): raccontare lo spirito dei tempi. Le mitologie della Russia d'oggi ci sono tutte: i ceceni con la loro mistica dell'aggressione, gli oligarchi con le loro estrose perversioni, l'FSB con i suoi nuovi cavalieri Jedi e, naturalmente, lo spirito di Putin onnipresente nella sua multiforme iconografia. Putin è anche il Put', il Tao, la Via verso l'Oriente che questa nuova Russia percorre nel deserto del senso, tra un passato di rovine e un futuro impredicibile, in cui l'unica dialettica possibile sembra quella tradizionale di un potere che ne violenta un altro. La logica dei testi di Pelevin a volte rivela una virtù profetica che in questo caso pare trovare una conferma negli ultimi avvenimenti della cronaca politico-giudiziaria: l'arresto del businessman Chodorkovskij potrebbe esserne un esempio.

 
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