Il’ja StogOFF
Mačo ne plačut
Amfora, Sankt-Peterburg 2003
(Recensione di Stefano Bartoni)
eSamizdat 2003 (I), pp. 240-241
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Il'ja StogOFF, giornalista pietroburghese molto alla moda, ha deciso di mettersi in proprio. Con risultati degni di nota. Subito dopo l'uscita del libro, nel 2001, StogOFF è stato battezzato dai critici “Apostolo della generazione 2001”. Stesso successo a livello commerciale: la prima edizione del romanzo è andata esaurita in pochi giorni.
L'opera prima del giornalista di Pietroburgo è una sorta di autobiografia, un'autobiografia certamente letteraria, ed è strutturata in tre parti, abbastanza indipendenti l'una dalle altre. La prima parte si configura come una raccolta di aneddoti pietroburghesi, cinque storie di bevute, sesso, incontri, pellegrinaggi senza meta per la città, che ci si rivela in un modo diverso da quello consueto, senza i suoi abbellimenti per turisti. La seconda parte è un intermezzo lirico, una storia d'amore raccontata sottoforma di quattordici ricette di cucina caucasica. L'ultima parte è la cronaca di un viaggio a Kuala-Lumpur, al seguito di una conferenza inter-religiosa.
Il romanzo si inserisce in una tradizione “on the road” di bevute, incontri occasionali, sesso facile, vita bohemienne, che caratterizza molta letteratura del Novecento, da Celine, a Kerouack, a Bukowsky, e che in Russia è sempre stato un filone molto produttivo, a partire dal Moskva-Petuški di Venedikt Erofeev. Il risultato è un libro divertente, a tratti irresistibile, con un linguaggio ultracontemporaneo, pieno zeppo di realia degli anni Novanta, visto che si tratta proprio di un libro sulla generazione degli anni Novanta (StogOFF è nato nel 1970), una generazione “che non c'è”, come dice lo stesso StogOFF nella prefazione del suo ultimo romanzo “mASIAfucker”, maturata a cavallo del passaggio fra Unione Sovietica e Russia, cresciuta in una sorta di terra di nessuno.
Come ha scritto la rivista GQ a proposito dell'esordio letterario dell'ex-giornalista ed ex-collaboratore della casa editrice che poi ha pubblicato i suoi romanzi, “all'inizio vi potrà sembrare che StogOFF sia semplicemente l'ennesimo selvaggio. Che nei suoi libri non ci sia niente oltre palle, tabacco, alito puzzolente e barba. E solo rimettendo a posto il suo libro capirete che davanti ai vostri occhi è passata un'intera epoca”.

 
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