Intervista al mito modernista del rock Artemij Troickij
[Un incontro singolare con un protagonista speciale, quello con Artemij Troickij, leader del giornalismo russo e commentatore del rock russo, inviato della rivista Cosmopolitan Russia, ospite a Ravello a Palazzo Sasso dove si è realizzata quest’intervista. Quest’uomo dall’animo progressista sull’onda delle sue reminiscenze giovanili ci ha rilasciato le sue considerazioni]

Anastasia Veneziano
Le piace viaggiare?

Artemij Troickij
Sì, molto. Sono d’accordo con l’opinione di Čechov “La vita è bella perché si può viaggiare”. Perché ci sono poche cose così interessanti e coinvolgenti come il viaggio.

Anastasia Veneziano
Cosa le è rimasto impresso di questo viaggio nella Terra delle sirene?

Artemij Troickij
I posti che abbiamo visto sono completamente diversi tra loro. Positano mi ha impressionato fortemente. Capri è un meraviglioso luogo storico, la considero… un’isola sanatorio. Ravello ha un belvedere fantastico e possiede una quantità incredibile di monumenti, di chiese e di palazzi storici.

Anastasia Veneziano
Il viaggiatore russo di ieri, e di oggi?

Artemij Troickij
Ieri, giravano l’Europa solo gli avventurieri, gli aristocratici e gli scrittori. In tempi sovietici soltanto per gli scienziati e per gli artisti era possibile viaggiare. Visitare i paesi stranieri era considerato “depressivo” e dal regime. I dirigenti avevano paura dell’effetto demoralizzante prodotto dall’Occidente. Oggi i cosiddetti “nuovi russi” si spostano molto. Forse l’Italia non è la meta preferita, anche se le città italiane più visitate sono Milano, capitale della moda, e Rimini, capitale delle discoteche. In genere preferiscono Ibiza e la Costa Azzurra .Ora però il viaggiatore russo è libero, più istruito, sa come comportarsi. Per questo penso che l’Italia diventi più popolare e attraente per questo nuovo genere di turisti che hanno ormai visitato tutti i negozi, visto tutte le manifestazioni decadenti occidentali.

Anastasia Veneziano
Immaginava di poter avere una carriera internazionale come questa?

Artemij Troickij
Non ho mai pensato da giovane di fare carriera, in generale non pensavo al futuro.Vivevo come un hippy. Ciò che è successo poi è stato completamente inatteso.

Anastasia Veneziano
Quando ha capito che il suo orizzonte si stava espandendo?

Artemij Troickij
La musica rock nel periodo sovietico era un fenomeno sociologico, espressione del desiderio rivoluzionario di libertà. Ora è solo uno show business che addirittura mi infastidisce. Lavoro in televisione, per riviste, infatti ho pubblicato per Playboy in Russia, scrivo di politica ed in Internet.

Anastasia Veneziano
Il suo primo libro Compagno rock perché l’ha scritto? Ne sta scrivendo un altro?

Artemij Troickij
Compagno rock l’ho scritto perché parla di me, della mia anima, ora non più, è stato un percorso di vita. Mi piace molto scrivere libri, ma dalla perestrojka in poi, da quando è scoppiato il capitalismo ho dovuto lavorare molto per guadagnare. Oggi scrivere è diventato un lusso per pochi. Non ho in progetto di scrivere un altro libro per adesso. [Artemij ha scritto due libri sul Rock sovietico pubblicati in Italia da Vallardi nel 1987, ha lavorato e vissuto a Milano nel 1992].

Anastasia Veneziano
Ci può fornire il suo pensiero sulle generazioni a confronto, quella di ieri con quella di oggi?

Artemij Troickij
La mia generazione è stata abbastanza avanguardista, pur essendo una generazione di passaggio tra l’antico ed il nuovo modus vivendi.Molti sono morti in parte per l’alcol e per la droga, altri sono finiti in miseria assoluta. I giovani russi di oggi sono banchieri, industriali oppure fuorilegge arricchiti .Sono completamente diversi,capiscono l’importanza del lavoro e dei soldi.La nuovissima generazione è fortemente attenta alla moda, i teenagers sono più attivi, curiosi e dinamici.

Anastasia Veneziano
Cosa le è rimasto da sperimentare?

Artemij Troickij
Penso che adesso la più grande sfida per me sia la vita familiare. Circa quattro anni fa ho avuto la mia prima figlia. Non ho mai vissuto una vita normale, preso come ero dalla musica,dalla cultura e da sempre nuove avventure.

 
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