"Pazzo è chi gioca a non comprendere le regole". Dialogo con Dmitrij Aleksandrovič Prigov
A cura di Laura Piccolo
eSamizdat 2005 (III) 1, pp. 21-24
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[Dall'incipit del dialogo]

Laura Piccolo
Volevo iniziare questa chiacchierata citando una sua poesia tratta dal ciclo Tri vida vsego
[Tre tipi di tutto]: "Esistono tre tipi di follia / Immediato - poco attraente / Altrimenti detto -
come nel caso dell'artista / E erroneamente preso per tale / dal di fuori - questo spesso / conduce
alla non intuizione di qualcosa di grande e / di sincero''. Questi casi di follia di un artista
hanno spesso caratterizzato la storia russa da Čaadaev sino ai nostri giorni. Quali sono, secondo lei,
le relazioni che intercorrono tra letteratura e follia?


Dmitrij Prigov
L'artista che avevo in mente era più che altro l'attore. Lo spettatore pensa che l'attore sulla scena si rivolga a lui, che sia realmente il personaggio da lui impersonato. Se recita un ruolo meraviglioso allora è intelligente e bravo, ma se recita quello del pazzo, gli spettatori iniziano a temere che lo sia veramente! Si confonde così l'essere con l'apparire.
In maniera più semplice possiamo definire la follia come un modo di comportarsi puramente non convenzionale. Per stabilire cosa sia effettivamente la follia occorre quindi distinguere il comportamento dalle cause che lo provocano. Perché possiamo interpretare come follia anche un inganno, cosa che contraddice la follia stessa; possiamo prendere per folle una situazione che noi non riusciamo a comprendere: c'è un cinese che parla in cinese e noi, che di cinese non capiamo nulla, lo prendiamo per pazzo. Esiste una follia, come dire, naturale ma, a dire il vero, anche per la psichiatria rimane difficile trovare una definizione univoca. Quando parliamo di follia nella letteratura utilizziamo questo termine metaforicamente riferendoci, il più delle volte,
a un comportamento non convenzionale che può essere rintracciato in un personaggio o nel modo di scrivere dell'autore stesso



Laura Piccolo
Non ricordo di preciso quando, ma anche a lei è capitato in prima persona "un caso di follia''. Al termine di una serata letteraria, peraltro autorizzata, la "fidanzata del milicianer'', ovvero l'ambulanza, l'ha condotta in manicomio...

Dmitrij Prigov
Sì, è vero, era il 1987, mi hanno prelevato direttamente per strada, ma non con l'ambulanza. Sono stati gli agenti del Kgb. L'ambulanza è arrivata "dopo'', l'organizzazione interna del Kgb era abbastanza complicata

Laura Piccolo

Sono venuti a prenderla di notte?

Dmitrij Prigov
No, no, assolutamente. In pieno giorno. Mi hanno infilato in macchina, e portato al Kgb, poi al distretto di polizia e da lì hanno chiamato l'ambulanza che mi ha condotto in ospedale.

Laura Piccolo
E cosa le hanno fatto? Se non ricordo male è rimasto lì una sola notte...

Dmitrij Prigov
No, ci sono rimasto quasi un mese, ma in fondo è andata bene, eravamo già sotto Gorbačev!

Laura Piccolo
L'hanno sottoposta a cure mediche?

Dmitrij Prigov
Certo, ero lì e quindi mi curavano come tutti gli altri pazienti.
[...]



 
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