"Giovani e nudi".
Dialogo con Luigi Marinelli sulla slavistica i piaceri della vita e altro
eSamizdat 2004 (II) 1, pp. 9-20
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[Dall'incipit del dialogo]

eSamizdat
Ho pensato a lungo a qualche domanda che ti potesse spiazzare e in questo senso vorrei partire da un paio di domande che in genere se si fanno, si fanno alla fine di un'intervista. La prima è la seguente: all'inizio, quando ti ho proposto di essere intervistato, mi sembravi un po' scettico, poi all'idea mi è sembrato prendessi gusto: perché hai accettato di farti intervistare?

Luigi Marinelli
Perché mi sono reso conto che questa cosa che state mettendo in piedi è una cosa seria. E allora mi sembrava utile e serio da parte mia cercare di collaborare con delle risposte serie. Ora, sta venendo fuori un po' troppo la parola "serio", cosa che io non sono, nel senso che cerco di essere una persona meno seria possibile, però credo che nel corso delle prossime domande e risposte la motivazione verà fuori.

eSamizdat
E secondo te, ecco la seconda domanda che vorrebbe spiazzarti, perché abbiamo scelto di intervistare proprio te?

Luigi Marinelli
Ma io pensavo che aveste intervistato anche Dell'Agata, e credo comunque che Dell'Agata vada assolutamente intervistato... Quanto "perché me", credo che sia, da una parte per una motivazione personale, visto che uno dei due redattori di questa nuova rivista sei tu e ci conosciamo da una vita... Dall'altra parte però m'è venuto in mente che fino a poco tempo fa io ero uno dei pochi professori in Italia che aveva seguito la trafila che state seguendo voi, ovvero il dottorato di ricerca e così via. Quindi pensare a me come a una specie di ponte tra quello che volete fare, ovvero una presentazione di tipo generazionale - giovani slavisti - e la vecchia guardia, la slavistica ufficiale, quella dei professori e dell'accademia, era un fatto abbastanza naturale; io stesso per primo ho sempre pensato a me e alla mia funzione anche in questi termini.

eSamizdat
Non ti preoccupare, Dell'Agata lo intervisteremo nel prossimo numero. Uno slavista "famoso" per numero mi pare possa bastare. Passando ora a un'intervista di tipo più classico, ci piacerebbe sapere qualcosa di te a prescindere dalla slavistica e prima di diventare slavista.

Luigi Marinelli
Sono nato a Perugia, ma fu più che altro un fatto casuale. L'abitazione e l'infanzia è elbana, ho passato tutta l'infanzia nell'isola d'Elba e questo mi caratterizza come un bambino di mare, per cui per me quella dimensione là è la dimensione dell'infanzia, della libertà, della grande solarità. Se si vuole capire qualcosa in più di me, del mio carattere, insomma se si vuole conoscere meglio la personalità del professor Marinelli, si deve forse risalire a questa infanzia insulare e marina, un tratto che pochi conoscono. Ho vissuto lì fino alla prima elementare quasi compresa, ed ho dei ricordi bellissimi dell'isola com'era fra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Sessanta, o meglio dal '56 quando sono nato, anche se in realtà sono nato a dicembre, quindi dal '57 al '63, ed era per un bambino all'epoca una situazione di grande piacevolezza. Dico spesso quando parlo di questo che con gli altri bimbi miei coetanei si andava nudi in giro per l'isola da maggio a novembre, con quegli zoccoli di legno che battevano... Insomma un'atmosfera assolutamente impossibile per un bambino di città.
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