"Oggi i giovani dotati sono più dei posti a disposizione".
Dialogo con Giuseppe Dell'Agata sulla slavistica, Praga, la Bulgaria e altro
eSamizdat 2004 (II) 1, pp. 7-13
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[Dall'incipit del dialogo]

eSamizdat
Nel primo numero di eSamizdat, come sai, abbiamo intervistato Luigi Marinelli, preannunciando tra l'altro questa intervista con te, e alcune delle domande che ti faremo sono volutamente le stesse che abbiamo fatto anche a lui, a cominciare dalla prima: secondo te perché abbiamo deciso di intervistare proprio te?

Giuseppe Dell'Agata
Questo sareste voi a doverlo sapere! Forse perché risulto facilmente abbordabile e non ispiro, almeno spero, sensazioni e timori relativi a una concezione gerarchica della società nel suo insieme e in particolare della ibrida (studenti-clienti e salariati-fornitori di conoscenze specifiche) comunità accademica. E forse anche perché pratico, in qualsiasi contesto, una totale libertà di opinioni e riconosco pienamente tale libertà a ogni interlocutore.

eSamizdat
Forse un po' ecumenica come risposta, ma ci è piaciuta.. Vorremmo farti poi una domanda un po' provocatoria, visto che ci giungono strane opinioni sulla precedente intervista che abbiamo pubblicato. Ti lusinga il fatto che adesso per 4 mesi saremo "i portavoce" di Dell'Agata?

Giuseppe Dell'Agata
Non so di quali "strane opinioni" stiate parlando e non sono perciò in grado di cogliere la provocazione. A meno che non vi si accusi degli ottimi assist che hanno permesso a Marinelli di andare a rete. Ma il merito è essenzialmente suo, con quel suo splendido livello d'intelligenza e cultura che, mescolato al suo gusto terragno della vita e a quel tanto di curaro che lo umanizza, lo rende particolarmente simpatico. Almeno per me. "Lusingare" è poi un verbo troppo impegnativo. Non nego comunque di essere contento del vostro interesse e di una qualche eventuale connivenza.

eSamizdat
Venendo all'intervista vera e propria, ci piacerebbe sapere com'è cominciata la tua passione per il mondo slavo...

Giuseppe Dell'Agata
Dall'interesse per gli insegnamenti di linguistica comparata, materia del tutto nuova per una matricola. Per i consigli di un "anziano" particolarmente affascinante, Giulio Lepschy, che mi prese sotto la sua protezione. E certamente per il richiamo del russo, che allora non era proprio una lingua della Nato.
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