"Uscire dallo spazio che il destino ci ha assegnato è la cosa più importante che ci possa capitare".
Dialogo con Patrik Ouředník
eSamizdat 2004 (II) 1, pp. 15-19
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[Dall'incipit del dialogo]

Alessandro Catalano
In questo numero di eSamizdat esce il suo primo testo in italiano. Se sono ben informato lei ha un rapporto piuttosto profondo con l'Italia...

Patrik Ouředník
Se è ben informato non c'è bisogno di chiedermelo.

Alessandro Catalano
Sono informato, ma penso che la cosa possa interessare anche al lettore italiano. Nel 1984 lei è andato via dalla Cecoslovacchia e da quel momento vive in Francia.

Patrik Ouředník
Sì.

Alessandro Catalano
Va bene, non voglio insistere. Avrei voluto farle all'inizio una domanda "scomoda", ma alla fine mi sembra che possa bastare chiederle di presentarsi da solo al lettore italiano.

Patrik Ouředník
Per far questo in realtà non ha nessun bisogno di me, è proprio a questo che servono le enciclopedie: lì chiunque può leggere senza fatica quando sono nato, che cosa ho scritto e che cosa ne pensa chi ha letto i miei testi. Forse in modo un po' antiquato ritengo che i libri vivano una propria vita, indipendente da quella dell'autore. Perciò l'idea di ``presentarmi dal punto di vista letterario'' mi è del tutto estranea. Questo infatti presupporrebbe che i miei libri abbiano bisogno di uno sfondo e che, quindi, non sono capaci di una propria vita autonoma. Sempre per questo motivo non rispondo volentieri alla domanda se da bambino sognavo di fare il macchinista, se strappavo le ali agli insetti e se avevo un papà severo. In questo modo a posteriori rispondo, o meglio non rispondo, anche alle domande numero uno e due.

Alessandro Catalano
Mi sembra un'ottima risposta. Ricordo che ancora un paio di anni fa lei era considerato "un nome da tener presente", ma noto soprattutto agli addetti ai lavori. Il suo principale successo veniva considerato il suo famoso vocabolario non convenzionale dei volgarismi nelle opere letterarie cece del periodo della normalizzazione. Sono piuttosto curioso di sapere se il grande successo di Europeana l'ha sorpresa.

Patrik Ouředník
Non mi ha né sorpreso, né lasciato indifferente. Probabilmente suonerà come un cliché, ma io non rifletto sul successo o sull'ampiezza dell'eco dei miei testi. Nella mia vita ho pubblicato una decina di libri con tirature che vanno dai mille ai venticinquemila volumi. La comunità fissa dei miei lettori ammonta più o meno a quattro-cinquemila persone, cosa che agli editori basta. Nella Repubblica ceca il costo di un libro si ammortizza quando si vendono circa 1500 copie. In ogni caso non mi aspettavo che Europeana avrebbe avuto un'eco eccezionale; ma, quando è successo, non mi sono particolarmente sorpreso. Detto tra noi, si tratta solo di un insieme di circostanze che a priori non dicono nulla né sulla qualità né sull'eventuale assenza di qualità del libro in questione.
[...]

 
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