“La retorica della persuasione e il modello di Puškin nel Dnevnik pisatelja di Dostoevskij e nei Vybrannye mesta iz perepiski s druz'jami di Gogol´”
eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 229-245
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[Dall'incipit dell'articolo]

L’8 giugno 1880, accingendosi a pronunciare la propria Puškinskaja reč’ [Discorso su Puškin] dinanzi a una piazza moscovita gremita di folla, Dostoevskij esordì con queste parole:
“Пушкин есть явление чрезвычайное и, может быть, единственное явление русского духа” –, сказал Гоголь. Прибавлю от себя: и пророческое
Se è vero che questo rimase l’unico accenno a Gogol’ dell’intero discorso di Dostoevskij, è comunque significativo che quest’ultimo avesse voluto presentare ciò che nelle lettere aveva definito il proprio “principale debutto”, il coronamento della propria carriera, come lo sviluppo di un’intuizione avuta dallo scrittore più di trent’anni prima. Così facendo, Dostoevskij non solo diede vita a un immaginario triangolo Puškin-Gogol’-Dostoevskij, ma ripropose la questione del proprio legame con Gogol’, che era emersa a più riprese nel corso della sua carriera. Se il rapporto di Gogol’ e poi di Dostoevskij con Puškin è stato trattato più volte, quello che intercorre simultaneamente tra le opere dei tre scrittori non è stato invece ancora completamente analizzato dalla letteratura critica, senz’altro anche a causa della sua complessità: uno studio approfondito dell’influenza di Puškin su Gogol’ e poi su Dostoevskij non potrebbe prescindere infatti dallo studio delle influenze che anche altre tradizioni letterarie ebbero sull’opera di ciascuno dei tre scrittori. Il problema del rapporto tra Dostoevskij e Gogol’ è stato invece risolto solo in parte: se il rapporto del primo Dostoevskij con l’opera di Gogol’ è patrimonio comune degli studiosi, quello dell’ultimo Dostoevskij con l’ultimo Gogol’ presenta ancora diversi punti oscuri
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