"Il mio colore preferito è quello che non fa male": Vladimir Jakovlev all'interno della cultura andegraund moscovita
eSamizdat 2005 (III) 1, pp. 141-154
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[Dall'incipit dell'articolo]

Quando alcuni fra i più autorevoli storici e critici dell'arte parlano di cultura non-ufficiale o andegraund moscovita, tendono a indicare con questi termini la produzione (sia artistica che letteraria) legata a due correnti nate nell'Unione Sovietica brežneviana all'inizio degli anni Settanta, concettualismo e soc-art. In realtà di andegraund si era comunque cominciato a parlare già una quindicina d'anni prima, nel 1957, quando il disgelo chruščeviano fece aprire brevemente le porte dell'Unione Sovietica per ospitare il Festival Internazionale della Gioventù e degli Studenti. Fra le varie manifestazioni previste, quelle che catalizzarono maggiormente l'attenzione dei giovani “alternativi” di Mosca furono le mostre d'arte occidentale e il laboratorio di pittura, nel quale poterono lavorare fianco a fianco artisti sovietici e occidentali. In questa occasione avvennero due eventi fondamentali per la costituzione dell'andegraund: da una parte, persone (soprattutto giovani) accomunate dal disinteresse totale verso la cultura sovietica ufficiale ebbero la possibilità di incontrarsi e di comunicare, dall'altra, queste stesse persone, che cercavano disperatamente vie artistiche alternative a quella quotidianamente proposta dal realismo socialista, videro per la prima volta l'arte non-oggettuale, anzi, quell'astrattismo per così dire estremo degli espressionisti astratti della scuola di New York che facevano del colore l'unico elemento costruttivo dei propri quadri. La felicità e lo shock dei giovani moscoviti per queste scoperte furono enormi. Dopo la chiusura del festival, sulla scia dell'entusiasmo, i giovani cominciarono a riunirsi per parlare di arte e letteratura, mettere in mostra i propri quadri o leggere poesie, o semplicemente per passare il tempo in buona compagnia. Si crearono così in tutta Mosca una serie di gruppi informali, fra i quali quello più noto è il cosiddetto “gruppo di Lianozovo”, composto da pittori e poeti riuniti attorno al patriarca Evgenij Kropivnickij. Quasi contemporaneamente nacque anche il cosiddetto ``gruppo di Čertkov'', dal nome del leader, il poeta Nikolaj Čertkov e che annoverava fra i propri fondatori lo scrittore Andrei Sergeev e la poetessa Galina Andreeva, nella cui mansarda avvenivano le riunioni. I membri dei vari gruppi erano di solito accomunati dai medesimi gusti in fatto di arte e letteratura, dalla medesima concezione della creazione artistica, dallo stesso linguaggio e dallo stesso humor. Questo tuttavia non si traduceva in una poetica comune o in un progetto artistico con scopi precisi e chiaramente espressi: i membri di ogni gruppo coltivavano infatti una forte indipendenza nella ricerca artistica, che doveva essere individuale e personale.
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