“L’édification linguistique en Urss et la destinée de la langue tchétchène”
eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 273-280
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[Dall'incipit dell'articolo]

Indico con il termine testo “vuoto” i cosiddetti pustotnye stichi o pustotnye teksty, in cui mancano completamente sia gli equivalenti del testo, sia la parte verbale. La forma “vuota” è ormai relativamente canonizzata dalla critica, per cui non ne affronterò l'analisi; ritengo tuttavia necessario mettere in evidenza lo stretto legame di questo tipo di testo con la poesia visuale tradizionalmente intesa, ovvero come un testo che fa dei “disegni” con le componenti di cui è formato.
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