Il dibattito critico degli anni Venti sulla letteratura russa di emigrazione e la “nota praghese”: M. Slonim e A. Turincev
eSamizdat 2004 (II) 1, pp. 23-31
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[Dall'incipit dell'articolo]

I recenti studi storiografici sulla grande varietà di istituzioni e di centri culturali russi in Europa tra le due guerre dimostrano ormai chiaramente quanto la vita letteraria dell'emigrazione fosse ricca di eventi e, a dispetto delle enormi difficoltà materiali, nel suo complesso assai vivace, non solo per varietà e numero di iniziative, ma soprattutto per la qualità della riflessione teorica che muoveva la vita culturale della comunità emigrata. Ne sono testimonianza gli accesi dibattiti che, a partire dalla metà degli anni Venti, si sviluppano sulle pagine delle riviste dell'epoca. Oggetto della discussione sono il senso e il destino della cultura e della letteratura russa dell'emigrazione all'indomani del riconoscimento internazionale del nuovo regime sovietico. La presa d'atto di una condizione d'esilio meno transitoria e sempre più investita del compito di ricercare una propria definizione storica porta a una repentina radicalizzazione delle posizioni politiche e culturali interne alle diverse comunità russe emigrate.
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