Boris Jakovenko e la cultura filosofica europea: una ricostruzione biografica
eSamizdat 2004 (II) 3, pp. 97-105
[Contributi del "Seminario italo-francese di studi dottorali in Slavistica",
Roma 23-24 gennaio 2004,
a cura di M.C. Ferro e C. Renna]

[Dall'incipit dell'articolo]
La storia delle relazioni tra intellettuali russi ed europei nella prima metà del XX secolo è stata solo di recente oggetto di studi analitici; ciò anche in ragione di pratiche d’indagine critica che ne hanno spesso condizionato l’approccio, prima tra tutte la divaricazione, a volte netta, tra i più tradizionali studi sulla nascente cultura sovietica e quelli sulle correnti di pensiero della diaspora russa. L’analisi sistematica delle fonti bibliografiche e archivistiche relative alla figura di Boris Jakovenko deve partire da questo presupposto, cosa che d’altra parte sembra, nella specificità del caso, utile anche a ridefinire i termini del discorso storiografico generale. Il caso Jakovenko sembra infatti, nella sua atipicità, prestarsi bene ad assumere strumentalmente il ruolo di rivelatore di una nascente integrazione intellettuale russo-europea nel primo trentennio del Novecento (che la guerra del 1940-1945 interruppe) e mette in luce un circuito culturale finora poco indagato, attivo tra paesi quali Russia, Italia e Cecoslovacchia, investiti da epocali mutamenti storici e di identità nazionale.
[...]












 
© eSamizdat 2003-2016, Alessandro Catalano e Simone Guagnelli