"Noi facciamo l'arte per battere la morte sulla linea del traguardo". L'arte ceca nel segno della poesia visuale italiana degli anni Sessanta-Ottanta
eSamizdat 2005 (III) 1, pp. 117-140
Scarica il Pdf solo di questo articolo [1.6 Mb]
[Dall'incipit dell'articolo]

In relazione alla ramificazione internazionale del movimento della poesia visuale, diffusosi a partire dalla fine degli anni Cinquanta e, in modo molto più marcato, nei vent'anni successivi, si può facilmente individuare un percorso, comune a diversi artisti figurativi cechi, di intensificazione dei legami con esponenti della neoavanguardia italiana. Questi contatti hanno riguardato soprattutto artisti che hanno ricoperto un ruolo importante nell'evoluzione della cultura cecoslovacca della seconda metà del XX secolo. Per questo motivo vale la pena di provare ad analizzare quanto abbia influito nella formazione della loro poetica l'intenso interscambio di informazioni con i colleghi italiani: il fenomeno ha coinvolto naturalmente piani molto diversi, dall'influenza diretta di artisti come Lucio Fontana ai giochi un po' ingenui della mail-art. In tutti i casi analizzati vale però il principio che, nel suo reagire all'attualità degli sviluppi artistici internazionali, il cammino di alcuni degli autori studiati (il fenomeno è particolarmente evidente nel caso di Jiří Kolář, Ladislav Novák, Milan Knížák, Jiří Valoch) coincide con uno di quei particolari momenti in cui l'ansia di “raggiungere e superare” l'arte “mondiale” non sfocia in una semplice ripetizione di influenze straniere, ma nella definizione, anche polemica, di una precisa e originale identità creativa.
[...]











 
© eSamizdat 2003-2016, Alessandro Catalano e Simone Guagnelli