Mussolini e le legioni cecoslovacche
eSamizdat 2003 (I), pp. 93-102
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[Dall'incipit dell'articolo]

Benito Mussolini, in conseguenza del Patto di Monaco, di cui fu protagonista insieme ad Adolf Hitler, Neville Chamberlain e Edouard Daladier, è rimasto legato alla Cecoslovacchia soprattutto come becchino di questo stato. Quando i rappresentanti di Germania, Italia, Gran Bretagna e Francia decisero di aggregare i Sudeti allo Stato hitleriano, non sapevano di compiere uno dei primi passi verso lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Se nell'anno 1938 Mussolini appoggiò Hitler nel suo progetto di distruggere la Cecoslovacchia (anche se, come oggi sappiamo dal diario di Galeazzo Ciano, in quel momento in modo non perfettamente cosciente), venti anni prima le simpatie di Mussolini erano affatto opposte. Nel 1913 Mussolini, all'epoca ancora uno dei più importanti dirigenti del Partito socialista italiano e direttore de L'Avanti, pubblicò a Roma il suo libro Giovanni Huss Veridico, identificando in Hus un eroe della nazione ceca e una specie di modello personale. Mussolini venne però espulso dal partito socialista all'inizio della Prima guerra mondiale in quanto proponeva la partecipazione italiana alla guerra al fianco dell'Intesa e contro la Germania e Austria-Ungheria, in aperto contrasto con la posizione ufficiale del PSI, che sosteneva la neutralità dell'Italia nel conflitto. Mussolini, esperto giornalista e politico, si era reso conto dell'influenza della stampa sull'opinione pubblica e poco tempo dopo la sua uscita dal partito socialista aveva fondato Il Popolo d'Italia, che durante la prima guerra mondiale ebbe un forte accento antitedesco. Mussolini considerava la Germania, con i suoi progetti pangermanici rivolti contro il resto del "mondo civilizzato", un barbaro aggressore e il nemico principale. La ferocia disumana delle truppe tedesche sarebbe stata mostrata dall'esempio del Belgio occupato. Il giornale diventò uno degli organi della propaganda che sosteneva la partecipazione bellica dell'Italia e più tardi divenne l'organo ufficiale del movimento fascista.
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