"Ex inculto ac horrido moscovitico".
Tradizione indiretta della risposta di Ivan IV Vasil'evič a Jan Rokyta
eSamizdat 2003 (I), pp. 41-50
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[Dall'incipit dell'articolo]

Trasmesso da quattro redazioni antico russe e da due traduzioni in latino e polacco, il testo voluto e probabilmente dettato da Ivan il Terribile e consegnato nel giugno del 1570 a Jan Rokyta (consenior del ramo polacco della Jednota bratrská boema impegnato in un'ambasceria politico-diplomatica al Cremlino), da poco più di 30 anni gode di un rinnovato interesse ed è oggetto di appassionata e controversa indagine filologica. L'interrogativo maggiore, legato all'identificazione dell'originale, sembrava sciolto nel 1971 quando Valerie Tumins propose una soluzione, peraltro non originale. Infatti il primo a considerare il ms. rinvenuto a Chełm nel 1877 l'originale scritto per conto di Ivan era stato proprio l'autore di detta scoperta: il sacerdote Stefan Semenovič. Quasi un secolo dopo, la Tumins ha semplicemente ripreso quell'ipotesi senza modificarne nella sostanza le motivazioni: il ms. (tradizionalmente indicato con la sigla A e ora di proprietà della Houghton Library di Harvard) presenta tracce d'una rilegatura antica e lussuosa al pari di quella che testimoni dei fatti assegnano all'originale; è l'unico testimone russo noto a contenere il testo nella sua totalità, con una scrittura precisa e in tutto simile alle due coeve traduzioni occidentali; contiene iscrizioni in grafia rinascimentale e una datazione degli incontri sufficientemente esatta. Da parte sua la Tumins aggiunge due elementi: la traduzione polacca (indicata con la sigla D, di proprietà del Museo Nazionale di Praga con numero di catalogo 1Eb1), sembrerebbe essere stata condotta proprio sulla base di A e costituirebbe a sua volta l'antigrafo della traduzione latina (sigla E), opera del polacco Jan Łasicki che la pubblicò a stampa nel 1582.
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