“La Cecoslovacchia nella guerra fredda: da centro dell’Europa a frontiera dell’Europa dell'est (1945-1959)”
eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 309-331
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[Dall'incipit dell'articolo]

Nonostante quanto sostenuto da molti storici, si tratta di una storia piuttosto semplice: in Russia la rivoluzione d'ottobre è scoppiata in novembre e a Praga il colpo di stato comunista del febbraio del 1948 non è stato un vero colpo di stato. Sperando di provocare la caduta del governo presieduto dal comunista Klement Gottwald, i dodici ministri non comunisti (su 26) il 20 febbraio avevano presentato al presidente della repubblica Edvard Beneš le proprie dimissioni. Il tentativo era però talmente maldestro che i ministri dimissionari non erano riusciti a coinvolgere né i colleghi senza partito n´e quelli socialdemocratici e la maggioranza dei ministri era rimasta al proprio posto. Il primo ministro Gottwald aveva allora avuto buon gioco nel pretendere dal presidente Beneš la nomina di nuovi ministri al posto di quelli dimissionari senza dover nemmeno aprire la crisi di governo. Anche se probabilmente si sarebbe arrivati in ogni caso alla resa dei conti, certo è che gli altri partiti lo avevano fatto nel modo meno indicato per tenere testa ai comunisti.
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