"Una parola magica e ammaliante".
Il surrealismo ceco nei primi anni del dopoguerra
eSamizdat 2003 (I), pp. 73-85
Scarica il Pdf solo di questo articolo
[Dall'incipit dell'articolo]

Forse neppure in Francia il surrealismo ha ricoperto in tutto il Novecento un ruolo così centrale come nella letteratura ceca. Il movimento ceco infatti non è rimasto legato al periodo d'oro del surrealismo classico degli anni Trenta, ma ha attraversato anche nei decenni successivi varie trasformazioni, passando dalla clandestinità della guerra mondiale a quella del periodo socialista, per poi riemergere nel corso degli anni Sessanta e ritornare infine alla clandestinità nei decenni della normalizzazione. In virtù del rifiuto di ogni coinvolgimento nella cultura ufficiale, tutte le esperienze culturali alternative, e il surrealismo in primo luogo, hanno acquistato un notevole "credito morale" che in parte (anche se spesso avendone perso i presupposti) sopravvive ancora oggi. Alla luce della frammentaria e spesso imprecisa ricezione del surrealismo ceco in Italia, per qualcuno può essere sorprendente scoprire che a Praga il movimento surrealista esiste tuttora e pubblica con stupefacente regolarità la rivista Analogon. Al termine di un lungo periodo in cui la produzione del gruppo si era ridotta a cliché surrealisti poco convincenti, il movimento ceco ha peraltro di recente ritrovato nuova linfa nelle geniali opere cinematografiche del regista Jan Švankmajer.
[...]














 
© eSamizdat 2003-2016, Alessandro Catalano e Simone Guagnelli