“Fantascienza e anni Sessanta in Unione sovietica”
eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 341-361
Scarica il Pdf solo di questo articolo [279 Kb]
[Dall'incipit dell'articolo]

Nella loro interessantissima monografia, dedicata all'atmosfera culturale degli anni Sessanta in Unione sovietica, Petr Vajl’ e Aleksandr Genis chiariscono subito i confini temporali della loro indagine culturologica:
questo libro è dedicato non alla storia del primo disgelo, che si usa datare 1956.1964, bensì all'epoca degli anni Sessanta, che, come è nostra supposizione, ebbe inizio nel 1961, con il XXII Congresso che adottò il programma di costruzione del comunismo, e si concluse nel 1968 con l'occupazione della Cecoslovacchia, recepita in Urss come il crollo definitivo di ogni speranza. Questi limiti cronologici permettono di evidenziare un particolare periodo della storia sovietica, un periodo eclettico, contraddittorio, paradossale, ma tenuto insieme da molte tendenze comuni. In questi anni [. . . ] si venne a formare il particolare tipo umano dello šestidesjatnik.
Non è questa la sede per soffermarsi in maniera particolareggiata sull'intero fenomeno dello šestidesjatničestvo; il libro di Vajl’ e Genis già da solo consente almeno una panoramica sullo Zeitgeist degli anni Sessanta in Unione sovietica, permettendo al lettore di capire meglio quale fosse la noosfera dell'intero periodo. Qui interessa soltanto sottolineare il rapporto esistente fra šestidesjatničestvo e fantascienza.
[...]











 
© eSamizdat 2003-2016, Alessandro Catalano e Simone Guagnelli