La produzione dell'identità e il linguaggio del desiderio.
Note a margine di Rudolf di Marian Pankowski
eSamizdat 2004 (II) 2, pp. 61-68
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[Dall'incipit dell'articolo]

I. Un problema di ricezione


Marian Pankowski è considerato in Polonia un autore scomodo. Ogni nuova uscita di un suo libro in patria, quando non viene passata sotto silenzio, suscita tra i critici commenti unanimi di scandalo, pornografia, iconoclastia. Anche se le sue opere teatrali vengono frequentemente messe in scena nei teatri francesi e i suoi romanzi sono stati tradotti nelle maggiori lingue europee, Pankowski sembra destinato a essere un autore pressoché sconosciuto nel suo stesso paese, dove la ricezione della sua opera è soggetta a marginalizzazione e silenzio.
Nato a Sanok nel 1919, negli anni 1942-45 Pankowski è stato prigioniero in diversi campi di concentramento tedeschi. Al termine della guerra è emigrato in Belgio, dove attualmente abita e lavora come professore di slavistica alla Université Libre di Bruxelles. Drammaturgo e romanziere, è autore di numerose opere tra cui i romanzi Matuga idzie. Przygody [Arriva Matuga. Avventure, 1959], Bukienocie [Bukenocie, 1962], Gość [L'ospite, 1982], Powrót białych nietoperzy [Il ritorno dei pipistrelli bianchi, 1991], [Verso l'amore, 2001].
Nonostante Pankowski sia uno scrittore polacco emigrato, non è un autore di emigrazione. Non ha allacciato contatti con la rivista parigina Kultura, il principale organo di aggregazione degli intellettuali polacchi all'estero, è spesso tornato in patria negli anni di maggiore chiusura politica della Polonia Popolare, quando obbligo sottinteso di ogni intellettuale era di mostrare una forte opposizione nei confonti del regime. Infine, non è mai rientrato nello schema che vede la produzione degli scrittori polacchi di emigrazione fortemente intrisa di significati politici. Questo atteggiamento non deve essere interpretato come un tacito assenso da parte di Pankowski nei confronti della politica polacca durante gli anni del comunismo, bensì rappresenta una presa di posizione a favore di una piena autonomia di pensiero rispetto alla cultura istituzionalizzata, di regime come di opposizione. Afferma infatti Pankowski: "Penso alla mia avversione nei confronti di qualunque tipo di associazionismo. […] Sempre e ovunque". Pankowski è un autore scomodo perché traccia una dimensione letteraria in cui, invece di rinsaldare il mito nazionale, lo sottopone a continua critica, ironia, decostruzione. Secondo Anna Nasiłowska, "Pankowski è radicale, in modo evidente disturba le regole del discorso definite socialmente, si situa oltre di esse. [...] Le sue opere esulano in maniera talmente forte dalle regole del parlare che rimangono senza risposta". Lo sguardo caustico e ironico di Pankowski sottopone ad attenta revisione i meccanismi attraverso i quali la letteratura polacca crea una propria mitologia nazionale. Non a caso uno dei temi affrontati con maggior frequenza dallo scrittore è costituito dalla seconda guerra mondiale e dall'olocausto, che sono stati sottoposti nella letteratura nazionale a un'eroizzazione romantica per produrre un'immagine del popolo polacco come difensore dei valori. Dalla sua penna sono uscite rappresentazioni che smantellano le immagini storiche codificate e scardinano il concetto di martirologia legato a questi avvenimenti. In questo senso Pankowski si pone al di fuori delle regole stabilite del discorso letterario nazionale che tracciano confini insuperabili e specificano argomenti attorno ai quali non è possibile elaborare una propria visione libera da convenzioni. Con lo stesso sguardo sovversivo e dissacratorio il suo romanzo Rudolf ha infranto uno dei maggiori tabù della letteratura polacca: il tema omosessuale. Proprio questo romanzo è oggetto del presente scritto che si propone un'interpretazione atta a evidenziare uno degli aspetti principali del testo: la costruzione dell'identità tra sessualità e nazione.
Pankowski mette a confronto due sistemi antitetici entro i quali il singolo prova ad autoprodursi come individuo libero. Risulta effettivamente impossibile fondere valori nazionali polacchi e omosessualità oppure questi due fattori interagiscono (e in che modo) nel processo identitario? Questa analisi nasce dalla necessità di esaminare una problematica non approfondita dalla critica, ma fondamentale per capire il valore del romanzo di Pankowski da una prospettiva focalizzata sulla questione del genere e della sessualità come fondanti la produzione dell'identità in un contesto di influssi sociali e culturali.
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