Un episodio che non ha cambiato il corso della storia. L’assedio di Praga del 1648 in due testimonianze inedite
eSamizdat 2004 (II) 1, pp. 151-173
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[Dall'incipit dell'articolo]

È ormai un luogo comune constatare che la guerra dei Trent'anni è finita proprio lì dove, nel 1618, era cominciata, ovvero con la celebre defenestrazione di Praga. Dopo un breve periodo di stasi che aveva fatto sperare in una rapida firma dei trattati di pace, nel 1645 la lunga e sanguinosa guerra aveva infatti conosciuto, dopo la disastrosa sconfitta subita dalle truppe imperiali nella battaglia di Jankau, una nuova escalation: la schiacciante vittoria degli svedesi aveva infatti spalancato ai nemici degli Asburgo le porte dei cosiddetti territori ereditari. A poco più di dieci anni dalla liberatoria morte in battaglia del "leone del nord'", Gustav Adolf, il fantasma della minaccia svedese tornava quindi a farsi pressante: del resto, com'è già stato messo più volte in evidenza, tracce della loro prolungata presenza sono riscontrabili nel lessico, nelle denominazioni e in certe usanze un po' in tutta l'Europa centrale. Anche in questo caso però gli Asburgo sarebbero riusciti in tutta fretta a riorganizzare l'esercito e a tirare avanti alla meno peggio, temporeggiando fino alla firma della pace di Westfalia. Da questo punto di vista la presa di Praga rappresenta un'appendice inattesa che avrebbe potuto giocare un ruolo importante sul tavolo delle trattative: è stato infatti più volte ipotizzato che l'assedio del 1648 avrebbe potuto influenzare a favore dell'emigrazione ceca le trattative di pace in corso, in cui peraltro gli Asburgo erano già stati costretti ad accettare pesanti imposizioni (ben nota è del resto la dura reazione papale che seguirà alla firma dei trattati). In realtà però, nonostante lo shock iniziale provocato da un episodio dal valore simbolico così marcato, la resistenza della parte ancora libera della città aveva fatto presto capire che la conquista non sarebbe stata completa. Anche se la guerra dei Trent'anni si concludeva mentre a Praga si stava ancora combattendo, la posizione ormai periferica della Boemia, ridotta a possedimento ereditario degli Asburgo, è ben illustrata dallo scarso spazio dedicato a quest'episodio dai grandi compendi storici dell'epoca (ad esempio il Teatrum Europaeum e le opere di Pufendorf).
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