Il pamphlet come arma politica: l'Arcangelo di Boemia (1635)
eSamizdat 2004 (II) 3, pp. 207-210
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[Dall'incipit dell'articolo]

L'Europa centrale era stata caratterizzata nei primi anni Trenta da un’esplosione di pamphlet che spesso avevano come obiettivo privilegiato i gesuiti: fin dall'inizio del Seicento l'azione della Compagnia era stata del resto oggetto di innumerevoli polemiche e quando, nel 1614, l'ex gesuita polacco Hieronim Zahorowski aveva pubblicato anonimamente a Cracovia i Monita privata Societatis Jesu, le celebri istruzioni segrete della Compagnia, era stato individuato anche il testo sul quale si sarebbero poi basate tutte le accuse successive nei confronti dell'ordine di aspirare al dominio universale. Quando con la proclamazione dell'editto di restituzione si era posta la questione concreta della restituzione dei conventi e delle proprietà fondiarie tedesche, la polemica aveva assunto anche nel campo cattolico tinte particolarmente fosche e non mancavano coloro che avevano apertamente accusato la Compagnia di Gesù di essere la vera responsabile della guerra che stava dilaniando la Germania. Nella selva di pubblicazioni a sfondo polemico che hanno infiammato l'Europa all'inizio degli anni Trenta un posto di primo piano era occupato dai molti pamphlet antigesuiti di Kaspar Schoppe, che aveva raccolto e amplificato le critiche nei confronti dell'ordine, pubblicando in forma anonima un Flagellum Jesuitarum e un'Anatomia Societatis Jesu. Nei suoi pamphlet Schoppe aveva dedicato più volte spazio ai torti commessi nei confronti dell’arcivescovo di Praga a proposito dell’università e, quando aveva ripubblicato gli Arcana Societatis Jesu, tra le appendici aveva inserito anche il testo Cardinalis et Archiepiscopi Pragensis Iudicium et censura bullae a Patribus Societatis Caesari oblatae. Pro erectione Carolo Ferdinandeae Academiae. I gesuiti, che in un primo tempo avevano incolpato il cappuccino Valeriano Magni, avevano risposto con energia: nel 1633 Forerus aveva pubblicato a Monaco un Antimelander, in cui veniva toccata anche la questione dell’università di Praga e un anno dopo il gesuita praghese Petr Wadding aveva risposto con la sua Brevis refutatio calumniarum Flagellum Jesuitarum. Anche se il 23 agosto del 1634 molte delle opere di Schoppe erano state poste all’indice (peraltro senza nessun provvedimento nei confronti dell’autore), la polemica era destinata a infiammarsi: come Valeriano Magni aveva previsto già da diversi anni, il monopolio gesuita nel campo dell'istruzione stava per diventare un problema di dimensione europea.
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