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2008 (VI) 1
* “La rivista Delta e la slavistica italiana”, a cura di Manuel Boschiero, in appendice: Wolf Giusti “Poesia popolare slovena”, pp. 269-279
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2007 (V) 1-2
2005 (III) 2-3
Alena Wildová Tosi, “Angelo Maria Ripellino e il teatro ceco” , eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 439-445
Angelo Maria Ripellino, “Quattro scritti sul teatro e la poesia” , a cura di Alena Wildová Tosi, eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 447-451
Georgij Ivanov, “Дело Почтамтской улицы / L'affare di via Počtamtskaja” , a cura e con un’introduzione di Simone Guagnelli, eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 453-467
Alessandro Catalano, “Valeriano Magni e i sassoni a Praga (1631-1632)” , eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 469-474
2004 (II) 3
Il pamphlet come arma politica: l'Arcangelo di Boemia (1635), a cura di Alessandro Catalano, eSamizdat 2004 (II) 3, pp. 207-210
Zdeněk Kalista, Itálie a česká barokní literatura / L'Italia e la letteratura del barocco ceco , a cura di Alessandro Catalano e Martin Valášek, eSamizdat 2004 (II) 3, pp. 211-233
2004 (II) 2
Hitler a Praga, a cura di Sergio Corduas, eSamizdat 2004 (II) 2, pp. 285-286
2004 (II) 1
Giovanni Pieroni: un informatore mediceo al seguito del generale Wallenstein, a cura di Guido Carrai, eSamizdat 2004 (II) 1, pp. 175-180
2003 (I)
Il cardinale e il teatro del mondo, a cura di Alessandro Catalano, eSamizdat 2003 (I), pp. 217-224
Con la testa, ottenebrata dalla noia della vita e dalla birra, sotto l’insinuante mormorio di una chitarra, Akakij Akakievič abbandona la vanità e la superficie e sprofonda nell’essenza delle cose. Sogni misteriosi avvolgono la figura di Psiche, e a poco a poco il pensiero avido di lui trasfonde nella carne desiderata di lei. Le barriere, tanto invalicabili di giorno, cadono da sole. Lui senza far rumore scivola lungo la vuota città assopita, senza essere notato da nessuno entra nelle oscure stanze di sua eccellenza, come un’ombra silenziosa, fra una statua e uno specchio, lungo parquet e tappeti si avvicina alla camera da letto dell’angioletto. Apre la porta, si ferma sull’uscio, guarda “il paradiso che nemmeno nei cieli”. Vede la biancheria di lei buttata sulla poltrona, vede il suo visetto addormentato sul cuscino, vede il panchettino dove lei ogni mattina poggia i piedini infilandosi le calzette candide come la neve. Lui era consigliere titolare, lei figlia di un generale. Ed ecco... Niente, niente, silenzio.

Georgij Ivanov, La disintegrazione dell'atomo
© eSamizdat 2003-2016, Alessandro Catalano e Simone Guagnelli